Digiuno della Natività: cose da sapere

Il digiuno della Natività o di san Filippo prende il nome dalle due feste che incorniciano i 40 giorni di astinenza poiché il digiuno inizia il giorno dopo la memoria dell’apostolo Filippo e si conclude alla vigilia della grande festa della Natività di Cristo.

Qualsiasi periodo di digiuno, incluso quello della Natività, ci prepara all’esperienza più profonda e completa della festa che ci apprestiamo a celebrare. L’obiettivo del cristiano che digiuna è far sì che l’incontro con Cristo in un giorno di festa diventi per lui un avvenimento veramente importante, preparato sia da un’intensa preghiera sia dallo sforzo ascetico. Il corpo e l’anima dell’uomo si influenzano a vicenda. Perciò, limitandoci sul piano fisico (ad esempio nel cibo), aiutiamo anche l’anima: smettiamo di disperderci e ci concentriamo più sulla vita spirituale: la preghiera, la meditazione su Cristo, sull’adempimento dei suoi comandamenti. 

Inoltre, indebolendo il corpo (e anche la forza mentale) con un cibo meno calorico del solito, impariamo a subordinare i nostri desideri alla ragione e alla volontà, e la ragione e la volontà a Dio. 

Il Vangelo dice che prima di andare a predicare in Galilea e nella Giudea, Cristo si ritirò dalla gente e digiunò rigorosamente per quaranta giorni e notti (Mt 4 : 1-11; Lu 4 : 1- 13; Marco 1 : 12, 13). Lo stesso fecero Mosè, quando salì sul monte Sinai, dove Dio consegnò i Dieci Comandamenti (Esodo 24 : 18) e il profeta Elia, che per quaranta giorni camminò senza cibo né bevanda fino al monte Oreb, dove aspettava l’incontro con Dio (1 Re 19: 5-8). Alla fine del digiuno di quaranta giorni il Salvatore venne tentato dal diavolo, che pensava che il digiuno avesse prostrato fisicamente Gesù. Al contrario però il Signore si fortificò nel digiuno e vinse tutte le tentazioni. Così Egli ci ha mostrato che il digiuno è l’arma migliore contro il tentatore (come tutti i santi padri dicono univocamente), e si è preparato per il suo ministero nel mondo.

In memoria di questi eventi, sia il digiuno della Natività, che ci prepara a vivere l’evento della Natività di Cristo, sia la Grande Quaresima, che precede la festa della Resurrezione di Cristo, durano quaranta giorni e sono chiamati dalla Chiesa Quaresima.

“Il digiuno dei quaranta giorni della Natività”, dice san Simeone di Salonicco, “raffigura il digiuno di Mosè, il quale, dopo aver digiunato per quaranta giorni e quaranta notti, ricevette l’iscrizione delle parole di Dio su tavolette di pietra. E noi, digiunando per quaranta giorni, contempliamo e accettiamo la Parola viva della Vergine, scritta non sulle pietre, ma incarnata e nata, e partecipiamo della sua carne divina”.

Un po’ di storia

Il digiuno della Natività è uno dei più antichi. La sua esistenza è già citata da sant’Ambrogio di Milano e dal beato Agostino, che con lui studiò. E il vescovo di Roma Leone I il Grande definì il digiuno della Natività un’istituzione antica e un sacrificio a Dio per i frutti raccolti in estate e in autunno.

Nella chiesa primitiva di Filippi, il digiuno precedeva la festa della Teofania perché i primi cristiani chiamavano la festa del Natale “il giorno dell’apparizione di Dio nel mondo”. La festa che oggi chiamiamo Teofania – il Battesimo del Signore – era dunque unita all’Epifania “principale”, integrata in un unico ciclo festivo che durava più giorni.

Il fatto che Natale e il Battesimo del Signore fossero in origine un’unica festività è ricordato dalla struttura del servizio (entrambi i servizi iniziano con la Grande Compieta) e dalla preparazione speciale per entrambe le celebrazioni. Il giorno prima della festa – la vigilia di Natale alla sera – il digiuno diventa particolarmente severo: nei monasteri è consuetudine non mangiare nulla in questo giorno, mentre i laici cercano semplicemente di ridurre il più possibile la quantità di cibo. In questo giorno si svolge nella Chiesa un servizio divino particolarmente solenne. Se il giorno è feriale, vengono lette le ore regali, più lunghe del solito, con frammenti dell’Antico Testamento (paremie), letture dell’Apostolo e del Vangelo. Queste ore sono chiamato reale perché nei tempi antichi vi erano presenti membri della famiglia reale. E i Vespri (che, contrariamente alla consuetudine, vengono serviti al mattino) si trasformano dolcemente nella liturgia di san Basilio la stessa del Giovedì santo della Grande Settimana.

Le caratteristiche del digiuno della Natività

In tutti i giorni del digiuno della Natività, la regola ecclesiastica prescrive di astenersi da carne, uova e latticini. Il lunedì (fino al giorno della commemorazione di San Nicola – 19 dicembre ), si possono mangiare cibi caldi senza olio; il martedì, giovedì, sabato e domenica il pesce e cibi magri con olio vegetale; il digiuno più severo è tradizionalmente il mercoledì e il venerdì (verdura, frutta, pane). Tuttavia, se la festa dell’Ingresso al Tempio della Madre di Dio cade di mercoledì o venerdì  , il pesce è consentito.

Dopo la festa di San Nicola e fino ai giorni della prefesta di Natale (2–6 gennaio), il pesce è consentito solo il sabato e la domenica, e il digiuno negli altri giorni diventa più severo. Nei giorni della prefesta il digiuno è il più severo: il pesce non si mangia affatto, il cibo con l’olio è consentito solo il sabato e la domenica. E alla vigilia di Natale (dalla sera del 5 gennaio alla sera del 6 gennaio), c’è la tradizione di non mangiare nulla fino a quando non appare la prima stella, dopo di che è consuetudine servire succosi chicchi di grano bolliti nel miele o riso bollito con uvetta e altra frutta secca.

Ma bisogna tenere presente che tutte queste regole così rigide sono regole monastiche. I laici (non i monaci), di regola, hanno un digiuno mitigato, concordato con il loro padre spirituale in base alle loro circostanze di vita. Tradizionalmente i laici non praticano il digiuno severe (oppure si pratica solo nei giorni di digiuno rigoroso dal 2 al 6 gennaio), il pesce è escluso dal cibo solo il mercoledì e il venerdì (e dal 2 al 6 gennaio). 

Pubblicato da Adriano Frinchi

Ho una biografia bellissima però questo spazio è troppo piccolo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: