1a Domenica dopo Pentecoste, di Tutti i santi.

Domenica, 6/19 giugno 2022

1a Domenica dopo Pentecoste, di Tutti i santi, tono 8° .
Del ven. Bessarione, taumaturgo di Egitto (IV-V). Del ven. Ilarione il Nuovo, igùmeno (845). Del ven. Raffaele conf. (1957). Dello ierarca Giona, vesc. di Grande Perm (1470). Del ven. Païsij di Uglič (1504). Del ven. Giona di Klimetsk (Klimenetsk) (1534). Delle venn. martt. vergini Archelaia, Tecla e Sosanna (293). Del conf. Rafaele (Šejčenko), ieromonaco (1957). Delle icone della Madre di Dio: “Addolcimento dei cuori irati” (delle sette spade), “Muro non crollato” (celebrazione mobile la Domenica di Tutti i santi) e di Pimenov (portata a Mosca nel 1387).

Vigilia del Digiuno degli Apostoli (digiuno di Pietro).

Apostolo: Ebrei 11:33-12:2

Fratelli, tutti i santi per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

Vangelo: Matteo 10:32-33, 37-38; 19:27-30.

Disse il Signore ai suoi discepoli: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e mi segue, non è degno di me”. Allora Pietro rispose e gli disse: “Ecco, noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito; che ne sarà dunque a noi?” E Gesù disse loro: “In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo siederà sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. E chi ha lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figli, o campi per il mio nome, riceverà il centuplo e avrà in eredità la vita eterna. Molti primi saranno ultimi e gli ultimi primi”.

Pubblicato da Adriano Frinchi

Ho una biografia bellissima però questo spazio è troppo piccolo.

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