3a Domenica dopo Pentecoste

20 giugno/3 luglio 2022, Domenica

Domenica 3a dopo Pentecoste. Digiuno degli apostoli. Tono 2°.

Dello ierom. Metodio, vesc. di Patara (312). Del principe retto-credente Gleb di Vladimir (figlio di sant’Andrea Bogoljubskij) (1175). Del pari agli app. Naum di Ochrida (per l’ufficiatura vedi 23 dicembre). Sinassi di tutti i martiri neoapparsi di Cristo che soffrirono dopo la presa di Costantinopoli (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo
Pentecoste) 1 . Dello ierarca Mena, vesc. di Polozk (1116). Trasferimento delle reliquie dello ierarca Gurij, arciv. di Kazan’ (1630). Delle martt. Inna, Pinna e Rimma (I-II). Degli ieromartt. Aristocle presbitero, Demetriano diacono e mart. Atanasio lettore (c. 306). Dello ierarca Leucio conf., vesc. di Bruntisiopoli (V).
Del giusto Nicola Cabasila (c. 1397). Celebrazione a Vologda di tutti i venerabili padri di Vologda (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste) 3 . Sinassi dei santi di Novgorod (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste) 2 . Sinassi dei santi bielorussi (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste) 4 . Sinassi dei santi di Pskov (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste). Sinassi dei santi di San Pietroburgo (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste). Sinassi dei santi della terra di Udmurt (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste). Del conf. Nicola Florov, presbitero (1933). Delle icone della Madre di Dio: di Korobejnikov-Kazan’ (celebrazione mobile la 1a domenica dopo il 18 giugno / 1 luglio) e di Modena (di Kosin).

Prochimeno, tono 2° [salmo 117]: La mia forza e il mio canto è il Signore,* e si è fatto mia
salvezza. Versetto: Il Signore mi ha castigato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte.

Apostolo: Romani 5:1-10

Fratelli, giustificàti per la fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Grazie a lui abbiamo avuto nella fede l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci gloriamo, nella speranza della gloria di Dio. Non solo: ci gloriamo perfino nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una fedeltà a tutta prova, la fedeltà provata la speranza. La speranza poi non delude, poiché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito santo che ci è stato dato. Inoltre, infatti, quando eravamo ancora infermi, al tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, è difficile che qualcuno sia disposto a morire per un giusto; per un buono forse uno osa anche morire. Ma Dio dimostra il suo amore per noi perché, essendo ancora peccatori, Cristo morì per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, da nemici, siamo stati riconciliati con Dio in virtù della morte del Figlio suo, quanto più, da riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Alleluia, tono 2° [salmo 19]. Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Versetto: Signore, salva il re ed esaudiscici, nel giorno in cui ti invochiamo.

Vangelo: Matteo 6:22-33.

Disse il Signore: “Lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanta tenebra! Nessuno può servire a due padroni: o odierà uno e amerà l’altro, o si attaccherà a uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mamonà. Perciò vi dico: non affannatevi per la vostra vita, cosa mangiare o cosa bere, e neanche per il vostro corpo, cosa indossare; la vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Voi non contate più di loro? E chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un solo cubito alla sua statura? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, quanto più voi, gente di poca fede! Non affannatevi dunque dicendo: Che mangiamo? Che beviamo? Che indossiamo? Tutte queste cose le cercano i gentili; il Padre vostro celeste infatti sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate invece prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno messe davanti”.

Pubblicato da Adriano Frinchi

Ho una biografia bellissima però questo spazio è troppo piccolo.

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