Gadareni anche noi

Nella letteratura e nel cinema sono frequenti le opere in cui si immagina un ritorno di Cristo ai nostri giorni, dell’impatto della presenza del Salvatore in un mondo progredito ed emancipato che però probabilmente nei cuori e nelle menti non è così lontano da quello vissuto dal Figlio di Dio incarnatosi. Un mondo che con i suoi valori e le sue priorità è spesso lontano dal Vangelo, dalla buona notizia portata dal Cristo.

Gadara (o Gerasa secondo Marco e Luca) è una città della Decapoli, terra pagana e per di più occupata dai Romani e come tale culturalmente e religiosamente distante dai luoghi originari di Gesù. Eppure il Salvatore la visita e vi si reca probabilmente consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato e che prontamente si manifestano in una reazione di totale rifiuto della sua persona e del suo messaggio. Gli indemoniati e tutti i cittadini di Gadara di cui parla l’evangelista Matteo hanno una reazione analoga alla presenza del Salvatore: una reazione furiosa e violenta – Matteo utilizza lo stesso verbo exerchomai, gli indemoniati dalle tombe i cittadini dalla città – e lo pregano entrambi, gli uni di cacciarlo nel branco dei porci e gli altri di andare via dalla loro città.

Entrambi chiedono al Salvatore di stare lontani da loro. Perché? Perché il Cristo è venuto ad annunciare una liberazione che essi non vogliono: entrambi, indemoniati e cittadini, vogliono rimanere nei loro sepolcri, vogliono rimanere sottomessi ai loro dominatori e al loro guadagno dato dalle mandrie di porci che solo i pagani possono allevare per averne un cospicuo reddito. I demoni in questo caso sono uno spirito negativo di violenza che possiede non solo gli indemoniati ma l’intera città che è tutt’uno ormai con gli occupanti romani che esercitano il loro potere con la forza e la violenza. E non è un caso che il maiale o meglio il cinghiale fosse il simbolo della X legione romana, proprio quella stanziata in quei territori.

Entrambi respingono il Salvatore ma il Salvatore non respinge loro ma lo spirito che li possiede che scaccia in un branco di porci, simbolo del loro benessere opprimente, che si precipita in un dirupo per perire nel mare.

La liberazione avviene comunque perché Nostro Signore Gesù Cristo è più forte e potente di qualunque potenza mondana, di qualunque cupidità e peccato. Ma quella città resta nel suo rifiuto e Gesù passa all’altra riva.

Il brano del Vangelo si conclude con l’affermazione della potenza e della Signoria di Cristo ma anche della libertà degli uomini di rifiutarlo.

Questa è la storia dei Gadareni ma anche di tutti quegli uomini che alla liberazione del Cristo scelgono l’oppressione del proprio branco di porci, dei propri beni, dei propri privilegi che li fa essere violenti e aggressivi contro il Bene.

Pubblicato da Adriano Frinchi

Ho una biografia bellissima però questo spazio è troppo piccolo.

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