Dormizione della Madre di Dio

15/28 agosto 2022, Domenica.

Domenica 11a dopo Pentecoste. Non c’è digiuno. Tono 2°. 

DORMIZIONE DELLA NOSTRA SANTISSIMA SIGNORA MADRE DI DIO E SEMPREVERGINE MARIA.

Sinassi dei santi di Kemerovo (celebrazione mobile la domenica prima del 22 / 31 agosto). Delle icone della Madre di Dio: Sofia, Sapienza di Dio (di Novgorod). Venerate icone della Dormizione della Madre di Dio: delle Grotte di Kiev (1073), Ovinovskaja (1425), delle Grotte di Pskov (1472), Semigorodnaja (XV), di Pjukhtitskij (XVI), Adrianovskaja e di Zvenigorod. Celebrazione delle icone della Madre di Dio: di
Mozdoki (Iverskaja) (XIII), di Atskuri (I), di Tsilkani (IV), delle Blacherne (Georg.), di Vladimir (di Rostov) (XII), Vladimirskaja Floriščevskaja, Gaenatskaja (XIII), di Bahçesaray (di Crimea, di Mariupol’), Borovenskaja, di Betlemme, di Galič (di Čukhloma) (1350), Kvabtakhaevskaja, di Metekhi, di Surdeghi (1530), di Tupičev (XVII), e di Khakhuli.

Prochimeno, tono 2° [salmo 117]: La mia forza e il mio canto è il Signore,* e si è fatto mia
salvezza.
Versetto: Il Signore mi ha castigato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte.
Altro prochimeno, tono 3°, canto della Madre di Dio: Magnifica l’anima mia il Signore,* e gioisce
il mio spirito in Dio mio salvatore.

Apostolo: 1 Corinzi 9:2-12 e della Madre di Dio Filippesi 2:5-11

Fratelli, abbiate in voi lo stesso sentire che fu in Cristo Gesù il quale, essendo nella forma di Dio, non considerò come preda l’essere uguale a Dio ma svuotò se stesso prendendo forma di servo, divenuto simile agli uomini. Essendo stato trovato come uomo per il suo aspetto, abbassò se stesso essendo divenuto obbediente fino alla morte, e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle realtà celesti, terrestri e infernali e ogni lingua riconosca che Gesù Cristo è Signore, a gloria di Dio Padre.

Alleluia, tono 2° [salmo 19]. Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il
nome del Dio di Giacobbe.
Versetto: Signore, salva il re ed esaudiscici, nel giorno in cui ti invochiamo.
Versetto: Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.


Vangelo: Matteo 18:23-35 e della Madre di Dio Luca 10:38-42, 11:27-28.

secondo Luca (10, 38-42. 11, 27-28) – per la Festa
In quel tempo Gesù entrò in un villaggio e lo accolse una donna, di nome Marta, che aveva una sorella, chiamata Maria. Essa sedette ai piedi del Signore e ascoltava la sua parola, mentre Marta era occupata in molti servizi. Perciò venne a dire: “Signore, non t’importa che mia sorella mi lasci sola a servire? Dille dunque che mi venga in aiuto”. Allora il Signore rispose e le disse: “Marta, Marta! tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta”. Mentre parlava così, una donna alzò la voce dalla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e le mammelle che hai succhiato!” Ed egli disse: “Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la custodiscono”.

secondo Matteo (18, 23-35) – per la Domenica
Disse il Signore questa parabola: “Il regno dei cieli somiglia a un uomo, un re, che volle fare i conti con i suoi servi. Iniziando dunque a chiedere i conti, gli fu portato davanti uno che era debitore per migliaia di talenti. Poiché costui non aveva da restituire, il Signore comandò che fossero venduti lui, la moglie, i figli e quanto possedeva e saldasse così il debito. Allora quel servo, caduto in ginocchio, lo supplica dicendo: Sii paziente con me, Signore, e ti restituirò tutto. Il Signore ebbe compassione di quel servo, lo rilasciò e gli condonò il debito. Ma quel servo uscì e trovò un altro servo, suo compagno, che gli doveva cento dinari; lo afferrò e lo soffocava dicendo: Restituisci mi quanto devi. Cadde in ginocchio quel servo come lui, e lo supplicava dicendo: Sii paziente con me, e ti restituirò. Ma egli non volle; andò e lo buttò in carcere finché non gli avesse restituito il dovuto. Gli altri servi, visto l’accaduto, furono molto tristi e andarono a raccontare tutto al loro Signore. Il Signore allora lo chiamò. E gli dice: Servo malvagio, ti ho condonato tutto quel debito perché mi avevi supplicato. Non dovevi anche tu avere misericordia del tuo compagno come io ho avuto misericordia di te? Il Signore si adirò e lo consegnò agli aguzzini finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà a voi se non condonate di cuore al vostro fratello le sue cadute”.

Pubblicato da Adriano Frinchi

Ho una biografia bellissima però questo spazio è troppo piccolo.

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