16a Domenica dopo Pentecoste

19 settembre 2022   /   2 оttobre 2022

Domenica 16a dopo Pentecoste, dopo l’Esaltazione. Non c’è digiuno. Tono 7°.

Dei martt.Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte (276). Del ven. Alessio Zosimovskij (Solov’ëv) (1928) 1 ; dei principi retto-credenti Teodoro di Smolensk (1299) e i suoi figli Davide (1321) e Costantino, taumaturghi di Jaroslavl’. Del ven. mart. Zosima eremita (IV). Del grande principe retto-credente Igor (nel santo Battesimo Giorgio) di Černigov e di Kiev (1147). Dello ieromart. Costantino (Golub’ëv) presbitero di Bogorodsk 2 , e con lui due martiri (1918); dello ieromart. Nilo Smirnov, presbitero e della ven. mart. Maria Mamontovaja-Šašinaja, novizia (1938) 3 ; dello ieromart. Nicandro Grivskij, presbitero (1940).

Prochimeno, tono 7° [salmo 28]: Il Signore darà forza al suo popolo;* il Signore benedirà il suo popolo con la pace.
Versetto: Portate al Signore, o figli di Dio, portate figli di ariete al Signore.
Altro prochimeno, tono 6°: Esaltate il Signore Dio nostro,* e prosternatevi allo sgabello dei suoi piedi, poiché è santo.

Apostolo: di Domenica dopo l’Esaltazione – Gal. § 203 = 2:16-20 e della serie – 2 Cor § 181 = 6:1-10.

Lettura dell’epistola di Paolo ai Gàlati (2, 16-20)
Fratelli, sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della Legge ma solo in forza della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo, per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge, poiché per le opere della Legge non sarà giustificato nessun mortale. Se poi, cercando di essere giustificati in Cristo, siamo trovati peccatori anche noi, Cristo sarebbe ministro del peccato? No! Se infatti io costruisco di nuovo ciò che distrussi, mi dimostro trasgressore. Io, infatti, attraverso la legge morii alla Legge, onde vivere per Dio. Sono stato crocifisso insieme a Cristo; vivo, però non più io, ma vive in me Cristo. La vita che ora io vivo nella carne, la vivo nella fede, quella nel Figlio di Dio che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

Alleluia, tono 1° [salmo 73]: Ricòrdati del tuo gregge che hai acquistato dall’inizio.
Versetto: Dio infatti è il nostro re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
Versetto [salmo 91]: È buono celebrare il Signore e cantare al tuo nome, o Altissimo.

Vangelo: di Domenica dopo l’Esaltazione – Mc § 37 = 8:34-9:1 e della serie – Mt § 105 = 25:14-30.

secondo Marco (8, 34 – 9, 1)
Il Signore ha detto: “Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Infatti, che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi la sua vita patisce danno? Che potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi”. E diceva loro: “In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non assaggeranno la morte finché non vedranno il regno di Dio venire con potenza”.

secondo Matteo (25,14-30)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: 
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. 
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. 
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. 
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. 
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

Quattordicesima Domenica dopo Pentecoste

5 settembre/18 settembre 2022, Domenica.

Domenica 14a dopo Pentecoste. Non c’è digiuno. Tono 5°.

Del profeta Zaccaria e della giusta Elisabetta, i genitori di Giovanni il Precursore (I). Del ven. mart. Atanasio di Brest, igùmeno (1648). Trasferimento delle reliquie del principe retto-credente Pietro, nel monachesimo Davide, e della principessa retto-credente Febronia, nel monachesimo Eufrosinia, taumaturgi di Murom (1992) (celebrazione mobile la domenica prima del 6/19 settembre; per l’ufficiatura vedi 25 giugno) 1 . Uccisione del principe retto-credente Gleb, nel santo battesimo Davide (1015). Dei martiri Tifialo e sua sorella Tibea (Vivea) (98-138). Del mart. Sarbelo. Della mart. Raisa (Iriada), vergine (c. 308). Dei martt. Giuventino e Massimo guerrieri (361-363). Dei martt. Urbano, Teodoro e Medimno e con essi 77 chierici, che patirono a
Nicomedia (370). Del mart. Abdio (Abido) in Persia (V). Sinassi dei neomartiri e confessori del Kazakhstan (celebrazione mobile la 1a domenica dopo il 3/16 settembre). Del mart. Eutimio Kochev (1937). Ritrovamento delle reliquie del conf. Alessandro (Urodov), archimandrita (2001). Dell’icona Oršanskaja della Madre di Dio (1631).

Prochimeno, tono 5° [salmo 11]: Tu, Signore, ci custodirai e ci preserverai* da questa generazione
e nei secoli.
Versetto: Salvami, Signore, perché non resta un santo.
Altro prochimeno, tono 7° [salmo 63]: Il giusto si rallegra nel Signore* e spera in lui.

Apostolo: 2 Cor § 170 = 1:21-2:4 e del profeta: Ebr., § 314 = 6:13-20

Lettura della seconda epistola di Paolo ai Corinti (1, 21 – 2, 4)
Fratelli, Dio stesso ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha crismati e sigillati e ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori. Io però chiamo Dio a testimonio sulla mia vita, che solo per risparmiarvi rimproveri non sono venuto più a Corinto. Noi non comandiamo sulla vostra fede, ma siamo i collaboratori della vostra gioia; ché, quanto alla fede, voi state saldi. Ritenni opportuno non venire di nuovo tra voi nell’afflizione. Perché se io vi affliggo, chi potrà rallegrarmi, tolto colui che da me viene afflitto? E vi ho scritto proprio in quei termini per non dover poi essere rattristato, alla mia venuta, da quelli che dovrebbero rendermi lieto, persuaso, riguardo a tutti voi, che la mia gioia è la vostra. Vi ho scritto invero in grande afflizione e col cuore angosciato, tra molte lacrime, non perché vi rattristiate, ma perché conosciate il grande amore che nutro per voi.

Alleluia, tono 5° [salmo 88]: Signore, canterò la tua misericordia nei secoli, da generazione in
generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca.
Versetto: Poiché hai detto: la misericordia sarà stabilita nei secoli, nei cieli sarà preparata la tua verità.
Versetto [salmo 96]: La luce ha brillato per il giusto, e per i retti di cuore l’allegria.

Vangelo: Mt § 89 = 22:1-14 e del profeta: Mt § 96 = 23:29-39.

Evangelo secondo Matteo (22, 2-14)
Disse il Signore questa parabola: “Il regno dei cieli è come un uomo, un re, che fece un banchetto nuziale per suo figlio e inviò i suoi servi a chiamare gli invitati al banchetto delle nozze, ma non volevano venire. Inviò di nuovo altri servi, dicendo: Dite agli invitati: ecco che ho preparato il mio pranzo, sono stati macellati i miei buoi e sono stati uccisi gli animali ingrassati; tutto è pronto. Venite al pranzo di nozze! Essi invece, incuranti, andarono uno nella propria campagna, un altro per gli affari suoi, e gli altri presero i suoi servi, li maltrattarono e li uccisero. Allora il re si adirò e inviate le sue truppe, uccise quegli omicidi e incendiò la loro città. Poi dice ai suoi servi: Il banchetto di nozze è pronto ma gli invitati non erano degni; andate dunque agli incroci delle strade e quanti trovate, chiamate al banchetto di nozze. I suoi servi uscirono per le strade e radunarono tutti coloro che trovarono, cattivi e buoni, e fu piena di commensali la sala delle nozze. Essendo entrato allora il re per vedere i commensali, vide un uomo non vestito con l’abito da nozze e gli dice: Amico, come sei entrato qui senza avere l’abito da nozze? Ma egli tacque. Allora il re disse ai servi: Legatelo piedi e mani e gettatelo nella tenebra di fuori; là sarà pianto e stridore di denti. Molti infatti sono chiamati e pochi eletti”.

13a Domenica dopo Pentecoste

29 agosto 2022 / 11 settembre 2022, Domenica.

Domenica 13a dopo Pentecoste. Tono 4°. Giorno di digiuno.

Recisione del capo del Profeta, Precursore e Battista del Signore Giovanni. Sinassi dei santi di Nizhnyj-Novgorod (celebrazione mobile la 1a domenica dopo il 26 agosto/8 settembre). Sinassi dei santi di Saratov (celebrazione mobile la domenica più vicina al 31 agosto/13 settembre).

Prochimeno, tono 4° [salmo 103]: Come si sono fatte grandi le tue opere, Signore,* tutte le hai fatte
con sapienza.
Versetto: Benedici, anima mia, il Signore, Signore Dio mio, ti sei grandemente magnificato.
Altro prochimeno, tono 7° [salmo 63]: Il giusto si rallegra nel Signore* e spera in lui. .

Apostolo: 1 Corinzi 16:13-24, e del Precursore: Atti 13:25-32.

Fratelli, vigilate, state saldi nella fede, siate uomini, siate forti. Tutto si faccia tra voi nell’amore. Fratelli, vi esorto: conoscete la famiglia di Stèfana, primizia dell’Achaia. Hanno dedicato se stessi al servizio dei santi: sottoponetevi a loro e a tutti coloro che lavorano e faticano. Mi rallegro per la presenza di Stèfana, Fortunato, Achàico, che hanno supplito alla vostra assenza: hanno sollevato lo spirito mio e il vostro, siate riconoscenti. Vi salutano le Chiese dell’Asia. Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca con la Chiesa della loro famiglia. Vi salutano tutti i fratelli. Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Il saluto è di mia mano, di Paolo. Se qualcuno non ama il Signore sia maledetto. Maranà tha. La grazia del Signore Gesù sia con voi. Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù. Amin.

In quei giorni, al compiersi della corsa, Giovanni diceva: “Chi pensate che io sia? Non lo sono! Ma ecco: viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i sandali dei piedi”.
Uomini, fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a voi è stata mandata questa parola di salvezza. Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non l’hanno riconosciuto e condannandolo hanno adempiuto le parole dei profeti che si leggono ogni sabato; e pur non avendo trovato in lui nessun motivo di morte, chiesero a Pilato di farlo morire. Quando fu compiuto tutto quanto era stato scritto su lui, lo deposero dal legno e lo posero in un sepolcro. Ma Dio lo ha risuscitato dai morti ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi sono i suoi testimoni davanti al popolo. E noi vi evangelizziamo la promessa fatta ai padri: Dio l’ha attuata per i loro figli, noi, risuscitando Gesù. Come è scritto nel secondo salmo: Figlio mio sei tu, io oggi ti ho generato.

Alleluia, tono 4° [salmo 44]: Avanza, trionfa e regna per la verità, la mitezza e la giustizia.
Versetto: Hai amato la giustizia e odiato l’iniquità.
Versetto [salmo 91]: Il giusto fiorirà come un palmiere, come un cedro in Libano, si
moltiplicherà.

Vangelo: Mt. § 87 = 21:33-42, e del Precursore: Mc § 24 = 6:14-30.

Il Signore ha detto questa parabola: “C’era un uomo, un padrone di casa che piantò una vigna e vi pose intorno una siepe, scavò in essa un torchio, edificò una torre, e la consegnò ai contadini e partì. Quando poi si avvicinò il tempo dei frutti, inviò i suoi servi dai contadini a prendere i suoi frutti. I contadini presero i suoi servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Di nuovo inviò altri servi, più dei primi, e fecero loro lo stesso. Alla fine inviò da loro suo figlio, dicendo: Avranno riguardo per mio figlio. Invece i contadini, vedendo il figlio, dissero tra loro: Questi è l’erede, venite, uccidiamolo e avremo la sua eredità. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando dunque verrà il padrone della vigna, cosa farà a quei contadini?” Gli dicono: “Malamente i malvagi li distruggerà e consegnerà la vigna ad altri contadini che gli daranno i frutti al loro tempo”. Gesù dice loro: “Non avete letto mai nelle Scritture: La pietra che respinsero i costruttori, questa è diventata capo d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è un prodigio agli occhi nostri?”

In quel tempo il re Erode sentì parlare di Gesù, poiché il suo nome era diventato famoso. Alcuni dicevano: “Giovanni l’immergitore è risuscitato dai morti e per questo le potenze operano in lui”. Altri invece dicevano: “E’ Elia”; altri dicevano ancora: “E’ un profeta, come uno dei profeti”. Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: “Quel Giovanni che io ho decapitato è risuscitato dai morti!” Erode infatti aveva fatto catturare Giovanni e lo aveva incatenato in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposato. Infatti Giovanni diceva a Erode: “Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello”. Per questo Erodìade gli portava rancore e voleva ucciderlo, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece una cena per i nobili, gli ufficiali e i primi della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: “Chiedimi quel che vuoi e io te lo darò”. E le fece molti giuramenti: “Qualsiasi cosa mi chiederai, sino alla metà del mio regno, te la darò”. La ragazza uscì e disse a sua madre: “Che chiedo?” Quella rispose: “La testa di quel Giovanni che immerge”. Ed entrata di corsa dal re fece subito la richiesta dicendo: “Voglio che tu mi dia subito su un piatto la testa di Giovanni l’immergitore”. Il re divenne molto triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. Subito il re mandò una guardia con lordine che gli fosse portata la testa. La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un piatto, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. E gli apostoli si riuniscono attorno a Gesù e gli riferiscono tutto quel che avevano fatto e insegnato.

12a Domenica dopo Pentecoste

22 agosto/4 settembre 2022, Domenica.

Domenica 12a dopo Pentecoste. Non c’è digiuno. Tono 3°. DOPOFESTA DELLA
DORMIZIONE DELLA SANTISSIMA MADRE DI DIO.

Dei martt. Agatonico, Zotico,Teoprepio (Bogolepo), Achindino, Severiano e altri (305-311). Dello ierom. Gorazd (Pavlik), vesc. della Cechia e della Moravo-Silesia (1942). Del ven. Isacco di Optino (1894). Dello ieromart. Atanasio, vescovo di Tarsi (di Cilicia) (270-275), della ven. Antusa (c. 298) e i suoi servi Carisimo e Neofito (270-275). Della mart. Eulalia vergine (c. 303). Sinassi dei santi di Mosca (celebrazione mobile la domenica
prima del 26 agosto/8 settembre). Degli ieromartt. Macario (Gnevušev), vesc. di Orlov, Giovanni Bojaršinov e Alessio Naumov, presbiteri (1918); degli ieromartt. Teodoro (Smirnov), vesc. di Penzen, e con lui Basilio Smirnov e Gabriele Archangel’skij, presbiteri (1937); degli ieromartt. Giovanni (Trojanskij), vesc. di Velikie Luki, Alessio (Orlov), arcivesc. di Omsk, Alessandro Rat’kovskij, Michele Ljubertsev
presbiteri, dei venn. martt. Ilarione (Tsurikov), Giovanni (Laba) e Ieroteo (Glazkov), ieromonaci (1937). Delmart. Lupo (vedi 23 agosto). Delle icone della Madre di Dio: Georgiana (1650); Aumento di Intelletto (Donatrice di Inteletto) (celebrazione mobile la domenica dopo il 18/28 agosto).

Prochimeno, tono 3° [salmo 46]: Cantate al nostro Dio, cantate,* cantate al nostro re, cantate.
Versetto: Nazioni tutte, battete le mani, acclamate Dio con voce di giubilo.
Altro prochimeno, tono 3°, canto della Madre di Dio: Magnifica l’anima mia il Signore,* e gioisce il mio spirito in Dio mio salvatore.

Apostolo:  1 Corinzi 15:1-11

Fratelli, vi richiamo il vangelo che vi ho annunziato e che avete ricevuto, nel quale perseverate, e dal quale ricevete la salvezza, se lo mantenete come ve l’ho annunziato; altrimenti avreste creduto invano. Vi ho dunque trasmesso, anzitutto, quello che ho ricevuto: Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto e fu risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e apparve a Cefa e poi ai dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni riposano. Poi apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono il minimo degli apostoli, neanche degno di venir chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio sono quel che sono, e la sua grazia in me non fu vana; anzi, ho faticato più di tutti loro, non io invero, ma la grazia di Dio con me. Sia io sia loro, dunque, così predichiamo e così avete creduto.

Alleluia, tono 3° [salmo 30]: In te, Signore, ho sperato, che io non sia confuso nei secoli.
Versetto: Sii per me un Dio protettore e una casa di rifugio, per salvarmi.
Versetto: Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Vangelo: Matteo 19:16-26.

In quel tempo un giovane si avvicinò a Gesù e gli disse: “Maestro, che farò di buono per avere la vita eterna?” Egli disse a lui: “Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita eterna, osserva i comandamenti”. Gli dice: “Quali?” Allora Gesù disse: “Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non testimoniare il falso; onora il padre e la madre. Ama il prossimo tuo come te stesso”. Gli dice il giovane: “Tutto questo lo ho osservato dalla mia giovinezza; cosa manca ancora?” Gesù gli disse: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi i tuoi beni e dalli ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi”. Il giovane, avendo udito la parola se ne andò rattristato perché aveva molti beni. Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “In verità vi dico che un ricco difficilmente entrerà nel regno dei cieli. Vi dico ancora: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco entri nel regno di Dio”. All’udir ciò i discepoli erano molto stupiti e dicevano: “Chi dunque può essere salvo?” Fissando su di loro lo sguardo, Gesù disse loro: “Questo è impossibile presso gli uomini, invece tutto è possibile presso Dio”.

Dormizione della Madre di Dio

15/28 agosto 2022, Domenica.

Domenica 11a dopo Pentecoste. Non c’è digiuno. Tono 2°. 

DORMIZIONE DELLA NOSTRA SANTISSIMA SIGNORA MADRE DI DIO E SEMPREVERGINE MARIA.

Sinassi dei santi di Kemerovo (celebrazione mobile la domenica prima del 22 / 31 agosto). Delle icone della Madre di Dio: Sofia, Sapienza di Dio (di Novgorod). Venerate icone della Dormizione della Madre di Dio: delle Grotte di Kiev (1073), Ovinovskaja (1425), delle Grotte di Pskov (1472), Semigorodnaja (XV), di Pjukhtitskij (XVI), Adrianovskaja e di Zvenigorod. Celebrazione delle icone della Madre di Dio: di
Mozdoki (Iverskaja) (XIII), di Atskuri (I), di Tsilkani (IV), delle Blacherne (Georg.), di Vladimir (di Rostov) (XII), Vladimirskaja Floriščevskaja, Gaenatskaja (XIII), di Bahçesaray (di Crimea, di Mariupol’), Borovenskaja, di Betlemme, di Galič (di Čukhloma) (1350), Kvabtakhaevskaja, di Metekhi, di Surdeghi (1530), di Tupičev (XVII), e di Khakhuli.

Prochimeno, tono 2° [salmo 117]: La mia forza e il mio canto è il Signore,* e si è fatto mia
salvezza.
Versetto: Il Signore mi ha castigato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte.
Altro prochimeno, tono 3°, canto della Madre di Dio: Magnifica l’anima mia il Signore,* e gioisce
il mio spirito in Dio mio salvatore.

Apostolo: 1 Corinzi 9:2-12 e della Madre di Dio Filippesi 2:5-11

Fratelli, abbiate in voi lo stesso sentire che fu in Cristo Gesù il quale, essendo nella forma di Dio, non considerò come preda l’essere uguale a Dio ma svuotò se stesso prendendo forma di servo, divenuto simile agli uomini. Essendo stato trovato come uomo per il suo aspetto, abbassò se stesso essendo divenuto obbediente fino alla morte, e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle realtà celesti, terrestri e infernali e ogni lingua riconosca che Gesù Cristo è Signore, a gloria di Dio Padre.

Alleluia, tono 2° [salmo 19]. Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il
nome del Dio di Giacobbe.
Versetto: Signore, salva il re ed esaudiscici, nel giorno in cui ti invochiamo.
Versetto: Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.


Vangelo: Matteo 18:23-35 e della Madre di Dio Luca 10:38-42, 11:27-28.

secondo Luca (10, 38-42. 11, 27-28) – per la Festa
In quel tempo Gesù entrò in un villaggio e lo accolse una donna, di nome Marta, che aveva una sorella, chiamata Maria. Essa sedette ai piedi del Signore e ascoltava la sua parola, mentre Marta era occupata in molti servizi. Perciò venne a dire: “Signore, non t’importa che mia sorella mi lasci sola a servire? Dille dunque che mi venga in aiuto”. Allora il Signore rispose e le disse: “Marta, Marta! tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta”. Mentre parlava così, una donna alzò la voce dalla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e le mammelle che hai succhiato!” Ed egli disse: “Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la custodiscono”.

secondo Matteo (18, 23-35) – per la Domenica
Disse il Signore questa parabola: “Il regno dei cieli somiglia a un uomo, un re, che volle fare i conti con i suoi servi. Iniziando dunque a chiedere i conti, gli fu portato davanti uno che era debitore per migliaia di talenti. Poiché costui non aveva da restituire, il Signore comandò che fossero venduti lui, la moglie, i figli e quanto possedeva e saldasse così il debito. Allora quel servo, caduto in ginocchio, lo supplica dicendo: Sii paziente con me, Signore, e ti restituirò tutto. Il Signore ebbe compassione di quel servo, lo rilasciò e gli condonò il debito. Ma quel servo uscì e trovò un altro servo, suo compagno, che gli doveva cento dinari; lo afferrò e lo soffocava dicendo: Restituisci mi quanto devi. Cadde in ginocchio quel servo come lui, e lo supplicava dicendo: Sii paziente con me, e ti restituirò. Ma egli non volle; andò e lo buttò in carcere finché non gli avesse restituito il dovuto. Gli altri servi, visto l’accaduto, furono molto tristi e andarono a raccontare tutto al loro Signore. Il Signore allora lo chiamò. E gli dice: Servo malvagio, ti ho condonato tutto quel debito perché mi avevi supplicato. Non dovevi anche tu avere misericordia del tuo compagno come io ho avuto misericordia di te? Il Signore si adirò e lo consegnò agli aguzzini finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà a voi se non condonate di cuore al vostro fratello le sue cadute”.

È morto il metropolita Kallistos di Diokleia

Il 24 agosto 2022, nell’ 88° anno di vita, dopo una grave e lunga malattia, è morto il metropolita Kallistos di Diokleia (al secolo Timothy Ware).

Egli nacque nella città di Bath (Contea di Somerset, Gran Bretagna) l’11 settembre 1934. Svolse gli studi nella scuola di Westminster e nel Magdalen College dell’Università di Oxford. Anglicano di nascita, nel 1958 Ware si convertì all’Ortodossia. Trascorse molto tempo nel monastero di San Giovanni il Teologo sull’isola di Patmos (Grecia); visitò spesso anche Gerusalemme e il Santo Monte Athos. Nel 1966 fu ordinato sacerdote e fece i voti monastici con il nome Kallistos. Da quell’anno fino al suo ritiro nel 2001, insegnò l’Ortodossia all’Università di Oxford.

Nel 1982 fu consacrato vescovo di Diokleia, ausiliare dell’arcivescovo di Thiatira e della Gran Bretagna (Patriarcato di Costantinopoli). Dopo l’ordinazione episcopale rimase a Oxford, dove continuò a guidare la parrocchia ortodossa greca e a fare lezioni all’università.

Dopo il ritiro il metropolita Kallistos continuò a pubblicare attivamente le sue opere e fare lezioni sull’Ortodossia. Il 30 marzo 2007 fu elevato alla dignità di metroplita.

Il libro più famoso del metropolita Kallistos – The Orthodox Church (“La Chiesa ortodossa”) – fu pubblicato nel 1963, ancora prima della sua ordinazione sacerdotale. In seguito, è stato ristampato diverse volte, anche in russo.

Il metropolita Kallistos ha inoltre tradotto in inglese un numero notevole di testi liturgici e teologici. In collaborazione con la monaca Maria, ha preparato la versione inglese del Triodion Quaresimale e della Minea Festiva. Assieme a G. Palmer e F. Sherard, ha tradotto quattro dei cinque volumi della “Filokalia”. Egli lavorava sull’ultimo, quinto, volume fino agli ultimi giorni della sua vita. Attualmente, questo volume viene preparato per la pubblicazione.

Il metropolita Kallistos partecipò attivamente al dialogo inter-ortodosso. Quando il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli nel gennaio del 2019 ha concesso “l’autocefalia” agli scismatici ucraini, il metropolita ha pubblicamente espresso il suo disaccordo con questo atto.

Negli ultimi mesi della vita il metropolita Kallistos era gravemente malato. La sera del 22 agosto è stato visitato dal metropolita Hilarion di Budapest e dell’Ungheria. La mattina del 23 agosto il metropolita Hilarion ha celebrato la Divina liturgia accanto al letto del malato e gli ha dato la Comunione.

Il metropolita Kallistos è morto intorno all’una di notte il 24 agosto. Dopo qualche minuto il metropolita Hilarion ha celebrato il primo ufficio funebre accanto al letto del morto in concelebrazione con il rettore della parrocchia di San Nicola a Oxford della diocesi di Surozh sacerdote Steven Platt.

Fonte: Servizio di comunicazione del Decr

8a Domenica dopo Pentecoste

25 luglio/7 agosto 2022, Domenica

Domenica 8a dopo Pentecoste. Non c’è digiuno. Tono 7°.

Dormizione della giusta Anna,madre della Santissima Madre di Dio. Delle sante donne Olimpiada diaconessa (409) e ven. Euprassia vergine, di Tavenna (413). Del ven. Macario dell’Aqua Gialla, di Unžensk (1444). Dello ieromart. Nicola Udintsev, presbitero (1918); dello ieromart. Alessandro Sacharov, presbitero (1927); di santa Iraida Tichòva, conf. (1967). Memoria del 5° Concilio Ecumenico (553). Sinassi dei santi di Smolensk (celebrazione mobile la domenica prima del 28 luglio/10 agosto)

Prochimeno, tono 7° [salmo 28]: Il Signore da’ la sua forza al suo popolo,* il Signore benedice il suo popolo con la pace.
Versetto: Offrite al Signore, figli di Dio, offrite al Signore figli di pecore.
Altro prochimeno, tono 4° [salmo 67]: Mirabile è Dio nei suoi santi,* il Dio d’Israele.

Apostolo: I Corinzi 1:10-18 e della santa: Galati 4:22-31. 

Fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, vi esorto: dite tutti la stessa cosa. Non vi siano tra voi scismi, siate invece tesi alla perfezione dello stesso pensiero e della stessa sentenza. Mi si è fatto sapere infatti a riguardo vostro, fratelli miei, da quelli di Cloe, che vi sono tra voi contese. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: io però sono di Paolo, Io invece sono di Apollo, e io di Cefa, e io invece di Cristo. È stato diviso Cristo? Forse Paolo è stato crocifisso per voi? Siete stati battezzati nel nome di Paolo? Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi – eccetto Crispo e Gaio – affinché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome. Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefana, ma degli altri non so se abbia battezzato alcuno. Cristo non mi mandò per il battesimo, ma per evangelizzare, e non in sapienza di parole, perché non sia resa vana la croce di Cristo

Alleluia, [salmo 91]: È buono celebrare il Signore e cantare al tuo nome, o Eccelso.
Versetto: Annunciare al mattino la tua misericordia, e la tua verità in ogni notte.
Versetto: Poiché la salvezza dei giusti è dal Signore, ed egli è la loro protezione nel tempo della tribolazione.

Vangelo: Matteo 14:14-22 e della santa: Luca 8:16-21.

In quel tempo Gesù vide una gran moltitudine, e fu mosso a compassione verso di loro, e sanò gl’infermi tra loro. E, facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono, dicendo: “il luogo è deserto, e l’ora è già passata; licenzia la folla, perché vadano per i villaggi e si comperino da mangiare”. Ma Gesù disse loro: “Non hannno bisogno di andarsene; date loro voi da mangiare”. Ed essi gli dissero: “Noi non abbiamo qui se non cinque pani, e due pesci”. Ed egli disse: Recatemeli qua. E comandò alla folla di sdraiarsi sull’erba; poi prese i cinque pani, e i due pesci; e levati gli occhi al cielo, fece la benedizione; e, spezzati i pani, li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. E tutti mangiarono, e furono saziati; poi i discepoli levarono l’avanzo dei pezzi, dodici cesti pieni. Coloro che avevano mangiato erano intorno a cinquemila uomini, oltre alle donne ed i fanciulli. Subito appresso, Gesù ordinò ai suoi discepoli a montare sulla barca, ed a passare innanzi a lui all’altra riva, mentre egli licenziava la folla.

7a Domenica dopo Pentecoste

18 luglio/31 luglio 2022, Domenica

Domenica 7a dopo Pentecoste. Non c’è digiuno. Tono 6°. Memoria dei santi padri dei sei Concili ecumenici.

Del mart. Emiliano di Dorostol (363). Del mart. Giacinto di Amastride (IV) 1 . Del
ven. mart. Apollinario (1918). Del ven. Giovanni dalle Molte Sofferenze, delle Grotte, nelle Grotte vicine (1160). Del ven. Pambo, eremita del deserto di Nitria (IV). Del ven. Pambo, recluso delle Grotte, nelle Grotte lontane, ieromonaco (XIII). Dell’icona della Madre di Dio di Kaluga.

Prochimeno, tono 6° [salmo 27]: Salva, Signore, il tuo popolo,* e benedici la tua eredità.
Versetto: A te, Signore, chiamo, Dio mio, non tacere verso di me.
Altro prochimeno, tono 4°, canto dei padri: Benedetto sei tu, o Signore, Dio dei nostri padri,* e lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli.

Apostolo: Romani 15:1-7 e dei santi padri: Ebrei 13:7-16.

Fratelli, noi forti dobbiamo portare le infermità dei deboli e non piacere a noi stessi. Ciascuno di noi piaccia al prossimo nel bene, per l’edificazione. Cristo infatti non piacque a se stesso, ma – com’è scritto – gli oltraggi di quelli che ti oltraggiano sono caduti su di me. Quanto fu scritto un tempo, lo fu per nostra istruzione perché abbiamo la speranza, in virtù della pazienza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture. Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di pensare gli uni degli altri secondo Cristo Gesù, perché con una sola voce, unanimi, glorifichiate Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò a vicenda, come Cristo vi ha accolto a gloria di Dio.

Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; considerando attentamente l’esito del loro tenore di vita, imitatene la fede.  Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine, perché è bene che il cuore venga rinsaldato dalla grazia, non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne usarono. Noi abbiamo un altare del quale non hanno alcun diritto di mangiare quelli che sono al servizio del Tabernacolo. Infatti i corpi degli animali, il cui sangue vien portato nel santuario dal sommo sacerdote per i peccati, vengono bruciati fuori dell’accampamento. Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, patì fuori della porta della città. Usciamo dunque anche noi dall’accampamento e andiamo verso di lui, portando il suo obbrobrio, perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura. Per mezzo di lui dunque offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome. Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.

Alleluia, tono 6° [salmo 90]: Colui che vive nell’aiuto dell’eccelso soggiornerà nella protezione
del Dio celeste.
Versetto: Dice al Signore, sei il mio soccorritore e il mio rifugio, Dio mio, e spero in lui.
Versetto: Parlò il Signore, il Dio degli dei, convocò la terra da Oriente a Occidente.

Vangelo: Matteo 9:27-35 e dei santi padri: Giovanni 17:1-13.

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano e gridando dicevano: “Figlio di David, abbi pietà di noi!” Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù dice loro: “Credete che ho il potere di farlo?” Gli rispondono: “Sì, Signore!” Allora toccò loro gli occhi e disse: “Sia fatto a voi secondo la vostra fede”. E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: “Guardate che nessuno lo sappia”. Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione. Usciti costoro, gli presentarono un uomo muto, indemoniato. Cacciato il demonio, il muto parlò e la folla presa da stupore diceva: “Mai è apparso così in Israele!” Ma i farisei dicevano: “Caccia i demoni per mezzo del principe dei demoni”. Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità nel popolo.

1 Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è giunta l’ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. 2 Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. 4 Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. 5 E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
6 Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. 7 Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 8 perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. 9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. 10 Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. 11 Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.
12 Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. 13 Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.

Gadareni anche noi

Nella letteratura e nel cinema sono frequenti le opere in cui si immagina un ritorno di Cristo ai nostri giorni, dell’impatto della presenza del Salvatore in un mondo progredito ed emancipato che però probabilmente nei cuori e nelle menti non è così lontano da quello vissuto dal Figlio di Dio incarnatosi. Un mondo che con i suoi valori e le sue priorità è spesso lontano dal Vangelo, dalla buona notizia portata dal Cristo.

Gadara (o Gerasa secondo Marco e Luca) è una città della Decapoli, terra pagana e per di più occupata dai Romani e come tale culturalmente e religiosamente distante dai luoghi originari di Gesù. Eppure il Salvatore la visita e vi si reca probabilmente consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato e che prontamente si manifestano in una reazione di totale rifiuto della sua persona e del suo messaggio. Gli indemoniati e tutti i cittadini di Gadara di cui parla l’evangelista Matteo hanno una reazione analoga alla presenza del Salvatore: una reazione furiosa e violenta – Matteo utilizza lo stesso verbo exerchomai, gli indemoniati dalle tombe i cittadini dalla città – e lo pregano entrambi, gli uni di cacciarlo nel branco dei porci e gli altri di andare via dalla loro città.

Entrambi chiedono al Salvatore di stare lontani da loro. Perché? Perché il Cristo è venuto ad annunciare una liberazione che essi non vogliono: entrambi, indemoniati e cittadini, vogliono rimanere nei loro sepolcri, vogliono rimanere sottomessi ai loro dominatori e al loro guadagno dato dalle mandrie di porci che solo i pagani possono allevare per averne un cospicuo reddito. I demoni in questo caso sono uno spirito negativo di violenza che possiede non solo gli indemoniati ma l’intera città che è tutt’uno ormai con gli occupanti romani che esercitano il loro potere con la forza e la violenza. E non è un caso che il maiale o meglio il cinghiale fosse il simbolo della X legione romana, proprio quella stanziata in quei territori.

Entrambi respingono il Salvatore ma il Salvatore non respinge loro ma lo spirito che li possiede che scaccia in un branco di porci, simbolo del loro benessere opprimente, che si precipita in un dirupo per perire nel mare.

La liberazione avviene comunque perché Nostro Signore Gesù Cristo è più forte e potente di qualunque potenza mondana, di qualunque cupidità e peccato. Ma quella città resta nel suo rifiuto e Gesù passa all’altra riva.

Il brano del Vangelo si conclude con l’affermazione della potenza e della Signoria di Cristo ma anche della libertà degli uomini di rifiutarlo.

Questa è la storia dei Gadareni ma anche di tutti quegli uomini che alla liberazione del Cristo scelgono l’oppressione del proprio branco di porci, dei propri beni, dei propri privilegi che li fa essere violenti e aggressivi contro il Bene.

5a Domenica dopo Pentecoste

4/17 luglio 2022, Domenica.

Domenica 5a dopo Pentecoste. Tono 4°. Non c’è digiuno.

Dello ierarca Andrea, arcivescovo di Creta (712-726). Della ven. Marta, madre di Simeone della Montagna Meravigliosa (551). Del ven. Andrea Rublëv, iconografo (XV). Dei santi che sopportavano la passione, lo tsar Nicola, la tsaritsa Alessandra, lo tsarevich Alessio, le grandi principesse Ol’ga, Tatiana, Maria e Anastasia e del santo che sopportava la passione, il medico Eugenio (1918).Del grande principe retto-credente Andrea Bogoljubskij (1174). Ritrovamento delle reliquie del ven. Eutimio, taumaturgo di Suzdal’ (1507 oppure 1512) (per l’ufficiatura vedi 1 aprile). Dei martt. Teodote e Teodozia (108). Dello ieromart. Teodoro, vesc. di Cirene (310). Degli ieromartt. Sabba (Trlaić), vesc. di Gornokarlovac, e Giorgio presbitero (1941) (Serb.). Dei venn. Tichone, Basilio e Nicone dei Solovki (XVI) (celebrazione mobile la 1a domenica dopo 29
giugno/12 luglio). Dello ierarca Arsenio, vesc. di Tver (celebrazione mobile la 1a domenica dopo 29 giugno/12 luglio). Sinassi dei santi di Tver’ (celebrazione mobile la 1a domenica dopo 29 giugno/12 luglio) 1 . Dello ieromart. Demetrio Kazanskij, presbitero (1942). Dell’icona della Madre di Dio di Galata.

Apostolo: Romani 10:1-10

1 Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera sale a Dio per la loro salvezza. 2 Rendo infatti loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza; 3 poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. 4 Ora, il termine della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede. 5 Mosè infatti descrive la giustizia che viene dalla legge così: L`uomo che la pratica vivrà per essa. 6 Invece la giustizia che viene dalla fede parla così: Non dire nel tuo cuore: Chi salirà al cielo? Questo significa farne discendere Cristo;7 oppure: Chi discenderà nell`abisso? Questo significa far risalire Cristo dai morti. 8Che dice dunque? Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore: cioè la parola della fede che noi predichiamo. 9 Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. 10 Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.


Vangelo: Matteo 8:28-9:1

 28 Giunto all`altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada. 29 Cominciarono a gridare: “Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?”. 30 A qualche distanza da loro c`era una numerosa mandria di porci a pascolare; 31 e i demòni presero a scongiurarlo dicendo: “Se ci scacci, mandaci in quella mandria”. 32 Egli disse loro: “Andate!”. Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei flutti. 33 I mandriani allora fuggirono ed entrati in città raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. 34 Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio.

1 Salito su una barca, Gesù passò all`altra riva e giunse nella sua città.