9a Domenica dopo Pentecoste

9 agosto /22 agosto 2021, Domenica

Domenica 9a dopo Pentecoste. Tono 8°. Dopofesta della Trasfigurazione. Digiuno della Dormizione.

Dell’Apostolo Mattia (c. 63). Sinassi dei santi di Solovkì. Dello ierarca Filarete, arcivescovo di Černigov (1866); del mart. Antonio di Alessandria. Del ven. Psoe di Egitto (IV). Dei martt. Giuliano, Marciano, Giovanni, Giacomo, Alessio, Demetrio, Fozio (Foca), Pietro, Leonzio, Maria la patrizia e altri (730). Sinassi dei santi di Valaam (celebrazione mobile la 1a domenica dopo il 6/19 agosto). Del ven. Macario di Oredezhsk, di Novgorod. Della ven. mart. Margarita (Gunaronulo) (1918).

Apostolo: 1 Corinzi 3:9-17

9 Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l`edificio di Dio. 10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce. 11 Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. 12 E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, 13 l`opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell`opera di ciascuno. 14 Se l`opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; 15 ma se l`opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco. 16 Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17 Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Vangelo: Matteo 14:22-34

22 Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull`altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. 23 Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. 24La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. 25 Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. 26 I discepoli, nel vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: “E` un fantasma” e si misero a gridare dalla paura. 27 Ma subito Gesù parlò loro: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”. 28 Pietro gli disse: “Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque”. 29 Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30 Ma per la violenza del vento, s`impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. 31 E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. 32 Appena saliti sulla barca, il vento cessò. 33 Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!”. 34 Compiuta la traversata, approdarono a Genèsaret.

La vera gloria

La festa della Trasfigurazione è la risposta più completa e profonda alla domanda “che cosa è l’Ortodossia?”. Il termine Ortodossia (in russo pravoslavie) viene dal greco ed è comunemente tradotto come “retta dottrina”, tuttavia questa traduzione del termine è riduttiva e nasconde il senso principale che è quello di “vera gloria”. Il cristiano ortodosso prima ancora di essere colui o colei che professa la retta dottrina è colui che ha visto la vera gloria, colui o colei la cui esistenza è stata interpellata e illuminata dalla verità e pieno compimento dell’amore che è Cristo stesso.

L’esperienza degli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, l’evento della Trasfigurazione, è paradigmatico per ogni cristiano come visione e partecipazione alla vera gloria, alla divina bellezza.

La luce del Tabor non risplende per se stessa ma per gli uomini, per tutto il creato. Essa, come giustamente rileva il metropolita Kallistos (Ware), ci rivela la gloria della Trinità, la gloria di Cristo come Dio incarnato, la gloria della persona umana e infine la gloria dell’intero cosmo creato.

La luce della Trasfigurazione è luce della Santissima Trinità come la chiesa canta ai vespri della festa:

Cristo, la luce che risplendette davanti al sole,
in questo giorno ha misticamente fatto conoscere sul monte Tabor
l’immagine della Trinità.

La Trasfigurazione proprio come la festa della Teofania è una manifestazione trinitaria e così lo è anche la partecipazione, quella degli apostoli e nostra. La luce che ci illumina e ci chiama è luce che promana e ci porta direttamente al mistero trinitario.

La Trasfigurazione è poi rivelazione su Gesù, affinché il discepolo conosca l’identità più autentica del Signore, la perfezione della sua divinità e l’integrità intatta della sua umanità.

La gloria della carne di Cristo è poi gloria della carne umana. Dice ancora il metropolita Kallistos:

La Trasfigurazione è una rivelazione non soltanto di ciò che Dio è, ma parimenti di ciò che noi siamo. Guardando a Cristo trasfigurato sul monte, noi vediamo la natura umana – la nostra persona creata – assunta in Dio, riempita interamente della vita e della gloria increate, permeata dalle energie divine, pur continuando a essere totalmente umana. Noi vediamo la natura umana come era al principio, in paradiso, prima della caduta; vediamo la natura umana come sarà alla fine, nel tempo che verrà dopo la risurrezione finale – e questo ultimo stato della natura umana è incomparabilmente più elevato del primo.

La Trasfigurazione è dunque caparra della resurrezione e profezia della trasfigurazione di ogni carne in Dio.

La Trasfigurazione infine ha una portata cosmica perché coinvolge l’intera creazione. Nella tradizione slava c’è l’uso di benedire nel giorno della festa tutti i frutti della terra, si tratta di una tradizione indubbiamente legata ai tempi della campagna ma che però affonda le radici in una verità teologica che è quella del coinvolgimento dell’intera creazione in questa vera gloria. La luce del Tabor trasforma non soltanto il corpo del Salvatore in modo isolato, ma anche gli altri oggetti materiali associati a lui, le vesti fatte da mano d’uomo che indossa; e così, per estensione, essa abbraccia potenzialmente tutte le cose materiali. Il monte Tabor anticipa lo stato finale predetto da san Paolo, quando la creazione nella sua interezza “sarà liberata dalla schiavitù della corruzione”, ed entrerà nella “libertà della gloria dei figli di Dio” (Rm 8,21). È l’inaugurazione della “nuova terra”, di cui parla l’Apocalisse (Ap 21,1).

Infine un ultimo dettaglio. Nel racconto evangelico il monte Tabor viene prima di un’altra altura, quella del Golgota, dove il Salvatore venne crocifisso. Non sono due alture contrapposte ma sono in relazione reciproca: la luce del Tabor viene data per comprendere la sofferenza del Golgota che è la sofferenza del Salvatore di ogni uomo. Ecco la luce taborica, la Trasfigurazione del Signore, illumina l’esistenza umana quasi come un conforto e un annuncio di un destino diverso.

Scriveva Paul Evdokimov che “la storia evangelica non parla della trasfigurazione del Signore, ma di quella degli apostoli”. E’ vero e probabilmente e ancora più vero che la trasfigurazione del Signore parla di quella di ciascuno di noi.

Ottava Domenica dopo Pentecoste

2 agosto / 15 agosto 2021, Domenica

8a Domenica dopo Pentecoste. Tono 7°.

Trasferimento delle reliquie da Gerusalemme a Costantinopoli dell’arcidiacono protomartire Stefano (c. 428) e traslazione delle reliquie dei giusti Nicodemo, Gamaliele e suo figlio Abiba. Beato Basilio di Mosca, folle per Cristo, taumaturgo (1557).

Beato Basilio di Spaso-Kubensky (XV). Ieromartire Stefano, Papa e altri con lui (257).

Martire Afanasij Zhulanov (1918); martire Platon Kolegov (1937).

Icona della Madre di Dio “Akhtyrskaya” (XXI)

Apostolo: 1 Corinzi 1:10-18

10 Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d`intenti. 11 Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi. 12 Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: “Io sono di Paolo”, “Io invece sono di Apollo”, “E io di Cefa”, “E io di Cristo!”. 13 Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati? 14 Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi, se non Crispo e Gaio, 15 perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome. 16 Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefana, ma degli altri non so se abbia battezzato alcuno. 17 Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo. 18 La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. 

Vangelo: Matteo 14:14-22

14 Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.15 Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. 16 Ma Gesù rispose: “Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare”. 17 Gli risposero: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci!”. 18 Ed egli disse: “Portatemeli qua”. 19 E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull`erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. 20 Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. 21 Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
22 Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull`altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla.

Il digiuno della Dormizione

Il digiuno della Madre di Dio inizia il 1° (14) agosto e finisce il 15 (28) agosto festa della Dormizione. É un digiuno molto stretto come quello della grande Quaresima ma più breve: si possono mangiare solo cibi di origine vegetale, si potrà mangiare il pesce il 6 (19) agosto festa della Trasfigurazione. Anche in occasione di questo digiuno è bene consultare il proprio padre spirituale e confessore per un’ascesi corretta. Il digiuno non è mai una specie di dieta ma un aiuto alla crescita spirituale che ha sempre al centro una crescita nella carità.

La festa della Dormizione della Madre di Dio è conosciuta in Oriente come “Pasqua d’Estate”. Proprio come la Pasqua, essa è preceduta da una breve “quaresima” di quindici giorni, che ci prepara alla contemplazione di quella che giustamente si può definire la “Pasqua della Madre di Dio”, nel destino luminoso della Madre di Dio intravediamo il nostro: Cristo, primizia e causa della nostra risurrezione, ha innalzato accanto a sé la sua Madre purissima, trasfigurandola nella sua Luce, a immagine del suo corpo glorioso.

Settima Domenica dopo Pentecoste

26 luglio/8 agosto 2021, Domenica

Settima Domenica dopo Pentecoste. Tono 6°.

Ieromartiri Ermolao, Ermippo ed Ermocrate, sacerdoti in Nicomedia (305).

Venerabile Mosè l’ungherese, delle Grotte di Kiev (1043). Martire Parasceve (138-161). Sinassi dei Santi di Smolensk (festa mobile, la domenica prima del 28 luglio).

Ieromartire Sergij Strelnikov, presbitero (1937).

Apostolo: Romani 15, 1-7

1 Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di sopportare l`infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. 2 Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo. 3 Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma come sta scritto: gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me. 4 Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza. 5 E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù, 6 perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. 7Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. 

Vangelo: Matteo 9, 27-35

27 Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando: “Figlio di Davide, abbi pietà di noi”. 28 Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: “Credete voi che io possa fare questo?”. Gli risposero: “Sì, o Signore!”. 29 Allora toccò loro gli occhi e disse: “Sia fatto a voi secondo la vostra fede”. 30E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: “Badate che nessuno lo sappia!”. 31 Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione. 32 Usciti costoro, gli presentarono un muto indemoniato. 33 Scacciato il demonio, quel muto cominciò a parlare e la folla presa da stupore diceva: “Non si è mai vista una cosa simile in Israele!”. 34 Ma i farisei dicevano: “Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni”.
35 Gesù percorreva per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del Regno e curando ogni malattia e infermità.

5a Domenica dopo Pentecoste

12 luglio / 25 luglio 2021, Domenica

Domenica 5a dopo Pentecoste. Tono 4°. Non c’è digiuno.

Dei martt. Proclo e Ilario (II); del ven. Michele di Malea, igùmeno (962). Dei martt. Teodoro il vichingo e suo figlio Giovanni delle Grotte, a Kiev (983); del ven. Arsenio di Novgorod (1570); del ven. mart. Simone di Volom, igùmeno (1641); di santa Golinducha, nel santo battesimo Maria, confessore (591); del venn. Giovanni (1005) e Gabriele (X) agioriti (Georg.). Delle icone della Madre di Dio: “Delle tre mani” (VIII), e “Autodipinta”.

Apostolo: Rom 10:1-10.

1 Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera sale a Dio per la loro salvezza. 2 Rendo infatti loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza; 3 poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. 4 Ora, il termine della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede.
5 Mosè infatti descrive la giustizia che viene dalla legge così: L`uomo che la pratica vivrà per essa. 6 Invece la giustizia che viene dalla fede parla così: Non dire nel tuo cuore: Chi salirà al cielo? Questo significa farne discendere Cristo;7 oppure: Chi discenderà nell`abisso? Questo significa far risalire Cristo dai morti. 8Che dice dunque? Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore: cioè la parola della fede che noi predichiamo. 9 Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. 10 Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. 

Vangelo: Mt 8:28-9:1

Giunto all`altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada. 29 Cominciarono a gridare: “Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?”. 30 A qualche distanza da loro c`era una numerosa mandria di porci a pascolare; 31 e i demòni presero a scongiurarlo dicendo: “Se ci scacci, mandaci in quella mandria”. 32 Egli disse loro: “Andate!”. Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei flutti. 33 I mandriani allora fuggirono ed entrati in città raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. 34 Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio.

9 1 Salito su una barca, Gesù passò all`altra riva e giunse nella sua città.

4a Domenica dopo Pentecoste

5 luglio/18 luglio 2021, Domenica

Domenica 4a dopo Pentecoste. Non c’è digiuno. Tono 3°. Del ven. Atanasio
dell’Athos (1000). Ritrovamento delle venerabili reliquie del ven. Sergio, igùmeno di
Radonezh, taumaturgo di tutta la Russia (1422). Delle martt. Anna (Agnia), vergine (c. 304) e Cirilla (Ciprilla) di Cirene (310). Del ven. Lampado di Irinopoli (X). Dei venn. Tichone, Basilio e Nicola di Sokolovsc (XVI) (celebrazione mobile la prima domenica dopo 29 giugno / 12 luglio). Dello ierarca Arsenio, vescovo di Tver’ (celebrazione mobile la prima domenica dopo 29 giugno / 12 luglio). Sinassi dei santi di Tver’ (celebrazione mobile la prima domenica dopo 29 giugno / 12 luglio) 1 . Sinassi dei venerabili padri delle Grotte di Pskov (celebrazione mobile la 4a domenica dopo Pentecoste) 2 . Dello ieromart. Gennadio Zdorovtsev, presbitero (1918); delle venn. martt. gde. princ. Elisabetta e rasofora Barbara (Jakovleva) (1918). del conf. Agapito (Taube), monaco (1936). Icona della Madre di Dio nominata “Economissa” (“Costruttrice della casa”).

Apostolo: Rom 6:18-23

 E così, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia. 19 Parlo con esempi umani, a causa della debolezza della vostra carne. Come avete messo le vostre membra a servizio dell`impurità e dell`iniquità a pro dell`iniquità, così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia per la vostra santificazione. 20 Quando infatti eravate sotto la schiavitù del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia. 21 Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Infatti il loro destino è la morte. 22 Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna. 23 Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Romani 6, 18-23

Vangelo: Mt 8:5-13

 5 Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: 6 “Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente”. 7Gesù gli rispose: “Io verrò e lo curerò”. 8 Ma il centurione riprese: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. 9Perché anch`io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Va`, ed egli va; e a un altro; Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fa` questo, ed egli lo fa”. 10 All`udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande. 11 Ora vi dico che molti verranno dall`oriente e dall`occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, 12 mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti”. 13 E Gesù disse al centurione: “Và, e sia fatto secondo la tua fede”. In quell`istante il servo guarì.

Terza Domenica dopo Pentecoste

28 giugno / 11 luglio 2021, Domenica

Domenica 3a dopo Pentecoste. Tono 2°. Digiuno degli Apostoli.

Trasferimento delle reliquie dei martt. anargiri e taumaturghi Ciro e Giovanni (412). Dei venn. Sergio e Germano, taumaturghi di Valaam (c. 1353). Sinassi di tutti i neoapparsi martiri di Cristo, che patirono dopo la presa di Costantinopoli (celebrazione mobile la 3a domenica dopo Pentecoste). Del ven. Xenofonto di Robejsk, igùmeno (1262). Del ven. Paolo medico. Celebrazione a Vologda di tutti i venerabili padri di Vologda (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste). Sinassi dei santi di Novgorod (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste). Sinassi dei santi della Bielorussia (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste). Sinassi dei santi di Pskov (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste); Sinassi dei santi di San Pietroburgo (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste). Sinassi dei santi della terra di Udmurt (celebrazione mobile la 3a Domenica dopo Pentecoste). Dei venn. Martt. Neofito, Giona, Neofito, Giona e Partenio di Lipsi (celebrazione mobile la domenica dopo il 27 giugno / 10 luglio). Dello ieromart. Basilio Sitnikov, diacono (1918); della ven. mart. Sebastiana (Ageeva-Zueva), monaca (1938); dello ieromart. Gregorio Samarin, diacono (1940). Icona della Madre di Dio, chiamata “delle tre mani” (VIII).

Apostolo: Romani 15:1-7

1 Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di sopportare l`infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. 2Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo. 3Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma come sta scritto: gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me. 4 Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza. 5 E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù, 6 perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. 7 Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.

Lettera ai Romani, 15,1-7

Vangelo: Mt 9:27-35

27 Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando: “Figlio di Davide, abbi pietà di noi”. 28Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: “Credete voi che io possa fare questo?”. Gli risposero: “Sì, o Signore!”. 29 Allora toccò loro gli occhi e disse: “Sia fatto a voi secondo la vostra fede”. 30 E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: “Badate che nessuno lo sappia!”. 31 Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione. 32 Usciti costoro, gli presentarono un muto indemoniato.33 Scacciato il demonio, quel muto cominciò a parlare e la folla presa da stupore diceva: “Non si è mai vista una cosa simile in Israele!”. 34 Ma i farisei dicevano: “Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni”.
35 Gesù percorreva per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del Regno e curando ogni malattia e infermità.

Matteo 9, 27-35

II Domenica dopo Pentecoste. Di tutti i santi della Rus’

21 giugno/4 luglio, Domenica

Domenica 2a dopo Pentecoste, di Tutti i santi che hanno brillato sulla terra russa. 1 Tono 1°. Digiuno degli apostoli.

Мart. Giuliano di Tarso (c. 305). Ritrovamento delle reliquie del ven. Massimo Greco (1996) (per l’ufficiatura vedi 21 gennaio). Dello ieromart. Terenzio, vesc. di Iconia (I), dei venn. Giulio presbitero e Giuliano diacono (V). Dei martt. Arčil (არჩილი) II, re di Iberia (744), e Luarsab (ლუარსაბ) II, re di Sakartwelo (საქართველო) (1622) (Georg.). Di tutti i padri venerabili e teofori che hanno brillato sul Santo Monte Athos (celebrazione mobile la seconda Domenica dopo Pentecoste) 2 . Dello ieromartire Giovanni Budrin, presbitero (1918); del ven. Giorgio (Lavrov), conf., archimandrita del monastero Danilovskij (1932); degli ieromartt. Alessio Skvortsov, Paolo Uspenskij e Nicola Rozanov, presbiteri, del ven. mart. Giona (Sankov) (1938); del mart. Niceta Sukharëv (1942). Del mart. Giuliano dell’Egitto e compagni. Della ven. Anastasia, madre dello ierarca Saba della Serbia. Del principe retto-credente Teodoro di Starodub. Di tutti i santi, che hanno brillato in Bulgaria (celebrazione mobile la 2a Domenica dopo Pentecoste) 3 . Icona di Korobejnikov-Kazan’ della Madre di Dio (festa mobile alla 1a domenica dopo il 18 giugno/1 luglio).

Apostolo: Romani 2:10-16

10 Gloria, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo prima e poi per il Greco, 11 perché presso Dio non c`è parzialità.
12 Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati con la legge. 13 Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati. 14 Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi; 15 essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono. 16 Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.

Vangelo: Matteo 4:18-23

18Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. 19 E disse loro: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”. 20 Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. 21 Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. 22 Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.
 23 Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. 

Il Digiuno degli Apostoli

Il Digiuno o Quaresima dei Santi Apostoli, detto anche nella traduzione russa “Petrov Post” cioè digiuno di Pietro, è il periodo di astinenza in preparazione alla gran festa dei Principi degli Apostoli, i SS. Pietro e Paolo.

Si tratta di un digiuno molto antico, già noto ai primi cristiani come testimoniano molte fonti. Oggi, il digiuno degli Apostoli dura dalla domenica di tutti i santi (I dopo Pentecoste) alla festa dei SS. Pietro e Paolo, ossia il 29 giugno (12 luglio nel Vecchio Calendario), e – a seconda di quanto cada la Pasqua – dura da 8 a 42 giorni (ma al di fuori dei monasteri raramente si osservano più di 14 giorni); se però si osservasse il Nuovo Calendario, esso sarebbe alquanto più breve, fino a poter scomparire del tutto. Si tratta di un digiuno più mite di quello quaresimale, come già fu prescritto nell’XI secolo nel monastero delle grotte di Kiev, con approvazione del patriarca Giorgio: sono consentiti pesce, olio e vino la festa di S. Giovanni Battista e tutti i giorni tranne mercoledì e venerdì.

Il digiuno dei santi Apostoli oltre a prepararci insieme alla preghiera e alla carità alla festa dei Corifei degli Apostoli può essere per la sua brevità e mitezza un’ottima palestra per quanti sono all’inizio del cammino ascetico o non hanno molta dimestichezza con il digiuno. E’ sempre bene però farsi guidare nel cammino ascetico e nel digiuno. La prima regola è dunque quella di chiedere sempre parere e benedizione al padre spirituale o al parroco sul personale sforzo ascetico perché il digiuno sia realmente un mezzo di crescita spirituale.