Giorno della Santa Trinità. Pentecoste.

7 giugno/20 giugno 2021, Domenica.

Domenica 8a dopo Pasqua. Non c’è digiuno. Tono 7°. IL GIORNO DELLA SANTA
TRINITÀ, PENTECOSTE.
Del mart. Teodote di Ancira (303) 1 . Del giusto Paolo di Taganrog (canonizzazione 1999). Dello ieromart. Marcellino, papa di Roma e martt. Claudio, Quirino e Antonino (304). Degli ieromartt. Marcello, papa di Roma, Sisinio e Ciriaco diaconi, martt. Smaragdo, Largio, Aproniano, Saturnino, Papio e Mauro soldati e Crescenziano, Priscilla, Lucina e Artemia principesse reali (304-310). Delle martt. Valeria (Caperia), Ciriaca (Ciria) e Maria in Cesarea di Palestina (284-305). Sinassi dei santi della metropolia di Ivanovo. Degli ieromartt. Andronico (Nikol’skij), arcivescovo di Perm’, Alessandro Osetrov, Valentino Belov, Beniamino Lukanin, Vittore Nikiforov, Alessandro Makhetov, Vladimiro Belozerov, Ignazio Jakimov, Michele Denisov, Nicola Onjanov, Paolo Kungurskij (Sokolov), Alessandro Preobrazhenskij, Nicola Rozhdestvenskij, Nicola Konjukhov, presbiteri e mart. Alessandro Zuev (1918); dello ieromart. Pietro Pavlovskij (Kuznetsov), presbitero (1919).

Apostolo: Atti 2:1–11.

1 Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
5Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. 6A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, 10della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio”.

Vangelo: Giov 7: 37–52; 8:12.

37Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: “Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva 38chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva”. 39Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato.
40All’udire queste parole, alcuni fra la gente dicevano: “Costui è davvero il profeta!”. 41Altri dicevano: “Costui è il Cristo!”. Altri invece dicevano: “Il Cristo viene forse dalla Galilea? 42Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?”. 43E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. 44Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. 
45Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto qui?”. 46Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato così!”. 47Ma i farisei replicarono loro: “Vi siete lasciati ingannare anche voi? 48Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? 49Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!”. 50Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: 51“La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?”. 52Gli risposero: “Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!”.

12Di nuovo Gesù parlò loro e disse: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. 

Libri di preghiere ortodosse in italiano

Il libro delle preghiere è probabilmente insieme alla Sacra Scrittura o a parti di essa come il Vangelo e il Salterio, il testo più diffuso tra i credenti cristiani ortodossi.

Di solito un’edizione base di un libro di preghiere ortodosso contiene le preghiere del mattino e della sera, le ore pasquali e le preghiere di preparazione e ringraziamento per la Santa Comunione. Nelle edizioni più complete si possono trovare tropari e contaci, acatisti, il salterio e preghiere per varie necessità. Molto diffuse sono le edizioni tascabili perché di solito questo libretto accompagna letteralmente il credente durante la giornata in qualsiasi luogo si trovi.

Nei paesi ortodossi è possibile reperire libri di preghiere di ogni tipo nelle chiese, nei negozi specializzati ma anche online. Purtroppo non è così in Italia dove sono ancora rare le traduzioni e le pubblicazioni.

Internet e il coraggio di alcuni precursori dell’ortodossia in Italia hanno permesso una certa diffusione di alcuni testi liturgici e di preghiere. In questo contesto vale la pena citare l’opera del padre Ambrogio (Cassinasco), parroco a Torino della Chiesa ortodossa russa, che nel sito della parrocchia offre un volumetto scaricabile e stampabile delle “Preghiere del mattino e della sera”.

Le uniche pubblicazioni ufficiali, cioè benedette dall’autorità ecclesiastica, di libri di preghiera in lingua italiana appartengono alla Chiesa ortodossa russa.

La prima pubblicazione intitolata “Preghiere. Molitvoslov.” è edita da Nova Millennium Romae per la Chiesa russa di Santa Caterina in Roma. Il libro presenta il testo italiano e slavo ecclesiastico a fronte delle preghiere principali del cristiano ortodosso. L’edizione è stata curata dallo ieromonaco Giovanni Guaita, dall’igumeno Filipp Vasiltsev e da don Roberto De Odorico.

La seconda pubblicazione in ordine di tempo è il “Libro di preghiere ortodosse. Molitvoslov” curato dal prof. Valerio Polidori ed edito dalle Edizione Dehoniane di Bologna. Il testo, nato su impulso dell’Amministrazione delle parrocchie in Italia del Patriarcato di Mosca, è interamente in italiano ed è il frutto del lavoro rigoroso del prof. Polidori e dell’igumeno Andrea Wade. Il volume contiene le preghiere del mattino, le preghiere di quanti si accingono al sonno, la regola di preghiera di san Serafino di Sarov, la  regola di Preghiera Mariana e ancora preghiere per varie necessità, quelle a vari santi, l’Ordine della Santa Comunione e le preghiere di ringraziamento dopo la Divina Comunione. Infine alcune ufficiature e alcuni inni acatisti.

Purtroppo le pubblicazioni ufficiali e facilmente reperibili in rete attraverso le grandi catene di distribuzione online si fermano qua. Molti siti appartenenti alle diverse giurisdizioni ecclesiastiche in Italia presentano le traduzioni più diffuse delle preghiere in italiano, su tutte però per gradevolezza della pubblicazione va segnalato il libretto di preghiere scaricabile dal portale Orthodoxia.it. Ci sono anche alcune iniziative editoriali di singole realtà parrocchiali in Italia che però al momento non sono disponibili online.

Re celeste

Re celeste, Consolatore, Spirito di Verità, che sei ovunque presente e tutto ricolmi, tesoro di beni e datore di vita, vieni e prendi dimora in noi, e purificaci da ogni macchia, e salva, o Buono, le nostre anime.

Non c’è liturgia ortodossa o preghiera personale che non inizi con questa breve preghiera allo Spirito Santo che ogni cristiano ortodosso conosce a memoria fin dalla prima infanzia.

La sua “onnipresenza” nel culto e nella vita ci dicono non solo l’importanza di questa antica preghiera di cui sconosciamo l’autore ma anche che non esiste nulla se non nello Spirito Santo “datore di vita”: la terza persona della Santissima Trinità rinnova le nostre esistenze e riunisce ed edifica la Chiesa.

Nella pedagogia della Chiesa spesso per sottolineare l’importanza di qualcosa si nasconde per un certo periodo. Così anche per la preghiera Re celeste che dal giorno di Pasqua all’Ascensione viene sostituita dal tropario pasquale e dall’Ascensione a Pentecoste viene proprio omessa. Questa preghiera ci viene nascosta per aiutarci a fare la stessa esperienza degli apostoli che dopo la Resurrezione del Salvatore e la sua Ascensione attesero la venuta dello Spirito Santo.

E’ il Re celeste, il Consolatore che trasformerà uomini impauriti e sbigottiti in “pescatori sapienti” secondo il tropario di Pentecoste. Dei pescatori sapienti che aiuteranno il Salvatore a prendere nelle reti il mondo e tirarlo fuori dal buio abisso della morte per consegnarlo definitivamente alla Vita.

7a Domenica dopo Pasqua

31 maggio/13 giugno 2021, Domenica

Domenica 7a dopo Pasqua. Non c’è digiuno. Tono 6°. Dopofesta dell’Ascensione. I santi 318 padri teofori del Primo Concilio Ecumenico (325). Dell’ap. Dei 79 Erma (I); del mart. Erma di Comana (II). Del mart. Filosofo d’Alessandria (III). Dello ieromart. Filosofo Ornatskij, presbitero, e I suoi figli martiri Boris e Nicola (1918). Delle icone della Madre di Dio Čolnskaja (Čelnskaja); e delle Grotte di Pskov, chiamata “Compunzione” (celebrazione mobile la 7a Domenica dopo Pasqua).

Apostolo: Lettura dagli Atti dei Santi Apostoli 20:16-18; 28-36

In quei giorni, Paolo aveva deciso di passare al largo di Èfeso per evitare di subire ritardinella provincia d’Asia: gli premeva di essere a Gerusalemme, se possibile, per il giorno della Pentecoste. Da Milito mandò a chiamare subito ad Èfeso gli anziani della Chiesa. Quando essi giunsero disse loro: Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi.
Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di
concedere l’eredità con tutti i santificati. Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!
Detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò.

Atti degli Apostoli 20:16-18; 28-36

Vangelo: Gv 17:1-13

1Dopo aver detto queste parole Gesù guardò in alto verso il cielo e disse: «Padre, l’ora è venuta. Manifesta la gloria del Figlio, perché il Figlio manifesti la tua gloria. 2Tu gli hai dato potere sopra tutti gli uomini, perché tutti quelli che gli hai affidato ricevano vita eterna. 3La vita eterna è questo: conoscere te, l’unico vero Dio, e conoscere colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. 
4«Io ho manifestato la tua gloria sulla terra, portando a termine l’opera che mi avevi affidato. 
5«Innalzami, ora, accanto a te, dammi la gloria che avevo accanto a te, prima che il mondo esistesse». 6«Tu mi hai affidato alcuni uomini scelti da questo mondo: erano tuoi, e tu li hai affidati a me. Io ho rivelato loro chi sei, ed essi hanno messo in pratica la tua parola. 7Ora sanno che tutto ciò che mi hai dato viene da te. 8Anche le parole che tu mi hai dato, io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e hanno riconosciuto, senza esitare, che io provengo da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. 
9«Io prego per loro. Non prego per il mondo, ma per quelli che mi hai affidato, perché ti appartengono. 10Tutto ciò che è mio appartiene a te, e ciò che è tuo appartiene a me, e la mia gloria si manifesta in loro. 11Io non sono più nel mondo, loro invece sì. Io ritorno a te. Padre santo, conserva uniti a te quelli che mi hai affidati, perché siano una cosa sola come noi. 
12«Quando ero con loro, io li proteggevo. Per questo tu me li hai dati. Io li ho protetti, e nessuno di loro si è perduto, tranne quello che doveva perdersi, realizzando ciò che la Bibbia aveva predetto. 13Ma ora io ritorno verso di te, e dico queste cose mentre sono ancora sulla terra, perché essi abbiano tutta la mia gioia. 

Giovanni 17: 1-13

Ascensione del Signore

28 maggio / 10 giugno 2021 Giovedì

ASCENSIONE DEL SIGNORE. 6a settimana dopo Pasqua. Non c’è digiuno, tono 5°. Del ven. Niceta conf., vescovo di Calcedonia (IX). Dello ierarca Ignazio, vescovo di Rostov (1288). Della ven. Elena (Manturova) di Diveevo (1832). Dello ierarca Geronzio, metropolita di Mosca e di tutta la Rus’ (1489). Dello ieromart. Eutichio (Felice), vesc. di Melitene (I). Della mart. Eliconida di Salonicco (244). Dello ieromart. Elladio vescovod’oriente (VI-VII). Dello ierarca Germain, vescovo di Parigi (576). Dei martiri che patirono nella valle di Ferejdan (Iran) dai Persiani (XVII)(Georg.) (celebrazione mobile il giorno dell’Ascensione del Signore). Dei venn. martt. Macario (Moržov), ieromonaco, Dionigi (Petuškov), schema-monaco, ieromart. Nicola (Aristov), diacono, martt. Ignazio (Markov) e Pietro (Judin) (1931); del ven. Eraklio (Motjakh) conf., schema-monaco (1937); della ven. mart. Ermogena (Kadomtseva), monaca (1942). Delle icone della Madre di Dio: di Nicea (“Il tuo seno divenne santa mensa” (304) e di Čukhloma (di Galič) (1350).

Apostolo: Atti 1:1-12

1Caro Teòfilo,
nel mio primo libro ho raccontato tutto quello che Gesù ha fatto e insegnato cominciando dagli inizi della sua attività, 2fino a quando fu portato in cielo. Prima di salire in cielo egli, per mezzo dello *Spirito Santo aveva dato istruzioni a coloro che aveva scelto come *apostoli. 3Dopo la sua morte Gesù si presentò loro, e in diverse maniere si mostrò vivo. Per quaranta giorni apparve ad essi più volte, parlando del *regno di Dio. 4Un giorno, mentre erano a tavola, fece questa raccomandazione: «Non allontanatevi da Gerusalemme, ma aspettate il dono che il Padre ha promesso e del quale io vi ho parlato.5Giovanni infatti ha battezzato con acqua; voi, invece, fra pochi giorni sarete battezzati con lo Spirito Santo».Gesù sale al cielo6Allora quelli che si trovavano con Gesù gli domandarono:
— Signore, è questo il momento nel quale tu devi ristabilire il regno per Israele?
7Gesù rispose:
— Non spetta a voi sapere quando esattamente ciò accadrà: solo il Padre può deciderlo. 8Ma riceverete la forza dello *Spirito Santo, che sta per scendere su di voi. Allora diventerete miei testimoni in Gerusalemme, in tutta la regione della Giudea e della Samaria e fino agli estremi confini della terra.
9Detto questo Gesù incominciò a salire in alto, mentre gli *apostolistavano a guardare. Poi venne una nube, ed essi non lo videro più. 10Mentre avevano ancora gli occhi fissi verso il cielo, dove Gesù era salito, due uomini, vestiti di bianco, si avvicinarono loro 11e dissero: «Uomini di Galilea, perché ve ne state lì a guardare il cielo? Questo Gesù che vi ha lasciato per salire in cielo, ritornerà come lo avete visto partire».Mattia prende il posto di Giuda12Allora gli *apostoli lasciarono il monte degli Ulivi e ritornarono a Gerusalemme. Questo monte è vicino alla città: a qualche minuto di strada a piedi.

Vangelo: Lc 24:36-53

36Gli undici *apostoli e i loro compagni stavano parlando di queste cose. Gesù apparve in mezzo a loro e disse: «La pace sia con voi!».
37Sconvolti e pieni di paura, essi pensavano di vedere un fantasma. 38Ma Gesù disse loro: «Perché avete tanti dubbi dentro di voi? 39Guardate le mie mani e i miei piedi! Sono proprio io! Toccatemi e verificate: un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho».
40Gesù diceva queste cose ai suoi discepoli, e intanto mostrava loro le mani e i piedi. 41Essi però, pieni di stupore e di gioia, non riuscivano a crederci: era troppo grande la loro gioia!
Allora Gesù disse: «Avete qualcosa da mangiare?». 42Essi gli diedero un po’ di pesce arrostito. 43Gesù lo prese e lo mangiò davanti a tutti.
44Poi disse loro: «Era questo il senso dei discorsi che vi facevo quando ero ancora con voi! Vi dissi chiaramente che doveva accadere tutto quel che di me era stato scritto nella *legge di Mosè, negli scritti dei *profeti e nei salmi!».
45Allora Gesù li aiutò a capire le profezie della Bibbia. 46Poi aggiunse: «Così sta scritto: il *Messia doveva morire, ma il terzo giorno doveva risuscitare dai morti. 47-48Per suo incarico ora deve essere portato a tutti i popoli l’invito a cambiare vita e a ricevere il perdono dei peccati. Voi sarete testimoni di tutto ciò cominciando da Gerusalemme. 49Perciò io manderò su di voi lo *Spirito Santo, che Dio, mio Padre, ha promesso. Voi però restate nella città di Gerusalemme fino a quando Dio non vi riempirà con la sua forza».Gesù sale verso il cielo 50Poi Gesù condusse i suoi *discepoli verso il villaggio di Betània. Alzò le mani sopra di loro e li benedisse. 51Mentre li benediceva si separò da loro e fu portato verso il cielo. 52I suoi discepoli lo adorarono.
Poi tornarono verso Gerusalemme, pieni di gioia. 53E stavano sempre nel *Tempio lodando e ringraziando Dio.

Che cosa posso leggere?

“Che cosa posso leggere?” è la domanda che mi sono sentito fare più volte da chi si accosta al Cristianesimo ortodosso.

“Niente” è la risposta che più spesso ho dato.

Non si tratta di scortesia ma di scoraggiare una specie di atteggiamento intellettualistico che non aiuta in alcun modo a giungere alla Fede. Ho conosciuto persone che avevano letto i padri della Chiesa, le opere di quel teologo russo rinomato o ancora i libri di quell’altro teologo greco. E ancora quelli che grazie al web avevano scovato blog o siti che danno la sensazione di sapere molto o quasi tutto. In quasi tutti questi casi si giungeva ad acquisire molte conoscenze sull’Ortodossia ma quasi mai ad una vita cristiana.

Io stesso che il Cristianesimo Ortodosso la prima volta lo incontrai sui libri posso dire di averne fatto veramente esperienza solo quando cominciai a frequentare la chiesa scoprendo che aveva ragione quel straordinario personaggio che è Pavel Florenskij

«raccontano che attualmente in Occidente si impara a nuotare in palestra, sdraiati sul pavimento; allo stesso modo si può diventare cattolici o protestanti sui libri, senza contatti con la vita, nel proprio studio. Per diventare ortodossi, invece, bisogna immergersi di colpo nell’elemento ortodosso, vivere nell’Ortodossia».

P. Florenskij, La colonna e il fondamento della verità, 40

Bisogna allora capire che cosa c’è alla base della domanda “che cosa leggere?”: se c’è un mero interesso intellettuale, una curiosità allora si può anche cominciare con Wikipedia per arrivare a teologi e padri della chiesa. Se invece c’è una ricerca di fede, un cuore inquieto alla base allora la mia risposta è sul serio “niente”. Non leggete niente! Non riempite la vostra testa di nozioni! A che vi serve aver chiara la questione del Filioque se siete incapaci di praticare le virtù cristiane e di vivere secondo il Vangelo?

Attenzione, non sto dicendo che leggere, conoscere e formarsi non sia importante ma dico solo che in tutto c’è una gradualità: come non si comincia a nuotare facendo i cento metri dorso così non si diventa cristiani ortodossi leggendo subito tutto san Gregorio Palamas.

Se nel vostro cuore c’è il desiderio di conoscere il cristianesimo ortodosso fate una cosa ben più semplice: cercate la chiesa ortodossa più vicina e cominciate a frequentarla, poi presentatevi al prete e lasciatevi aiutare.

Ad essere onesto però almeno una lettura la consiglierei.

Sul vostro comodino, sulla vostra scrivania non manchi una Bibbia. Leggete in particolare il Nuovo Testamento cominciando magari dal Vangelo di Marco, il più piccolo e il più semplice. E se volete iniziare a pregare servitevi dei Salmi. Il Salterio è il miglior libro di preghiera.

Domenica 6a di Pasqua, del cieco.

24 maggio/6 giugno 2021, Domenica

Domenica 6a di Pasqua, del cieco. Tono 5°. Non c’è digiuno. Del ven. Simeone
stilita sul Monte Meraviglioso (596). Del ven. Niceta, stilita di Perejaslavsk (1186). Dei martt. Melezio Stratilate, Stefano, Giovanni, Serapione l’egiziano, Callinico il pastore, Teodoro e Fausto e con loro 1218 soldati con donne e bambini (c. 218). Del ven. Vincenzo di Lérins (prima di 450). Sinassi dei martiri di Kholmsk e Podljašsk (festa mobile la 1a domenica dopo il 18 maggio/1 giugno).

Letture

Apostolo della Domenica del cieco: Atti § 38 = 16:16-34

16 Ora, mentre andavamo al luogo della preghiera, ci venne incontro una giovane schiava che aveva uno spirito di divinazione e che, facendo l’indovina, procurava molto guadagno ai suoi padroni. 17 Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava, dicendo: «Questi uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la via della salvezza». 18 Ed essa fece questo per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: «Io ti comando nel nome di Gesù Cristo di uscire da lei». E lo spirito uscì in quell’istante. 19 Ora i padroni di lei, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza del mercato davanti ai magistrati; 20 e, presentatili ai pretori, dissero: «Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città, 21 e predicano usanze, che a noi che siamo Romani, non è lecito di accettare o di osservare». 22 Allora la folla insorse tutta insieme contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero frustati. 23 E, dopo averli battuti con molti colpi, li gettarono in prigione, comandando al carceriere di tenerli al sicuro. 24 Questi, ricevuto un tale ordine, li gettò nella parte più interna della prigione e fissò i loro piedi ai ceppi. 25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni a Dio; e i prigionieri li udivano. 26 Improvvisamente si fece un gran terremoto, tanto che le fondamenta della prigione furono scosse: e in quell’istante tutte le porte si aprirono e le catene di tutti si sciolsero. 27 Il carceriere, destatosi e viste le porte della prigione spalancate, trasse fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gridò ad alta voce: «Non farti alcun male, perché noi siamo tutti qui». 29 E, chiesto un lume, egli corse dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, cosa devo fare per essere salvato?». 31 Ed essi dissero: «Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua». 32 Poi essi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua. 33 Ed egli li prese in quella stessa ora della notte e lavò loro le piaghe. E lui e tutti i suoi furono subito battezzati. 34 Condottili quindi in casa sua, apparecchiò loro la tavola e si rallegrava con tutta la sua famiglia di aver creduto in Dio.

Vangelo: Giov § 34 = 9:1-38.

1 Mentre passava, vide un uomo che era cieco fin dalla nascita. 2 E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». 3 Gesù rispose: «Né lui né i suoi genitori hanno peccato, ma ciò è accaduto, affinché siano manifestate in lui le opere di Dio. 4 Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. 5 Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo». 6 Dopo aver detto queste cose, sputò in terra, con la saliva fece del fango e ne impiastrò gli occhi del cieco. 7 Poi gli disse: «Va’, lavati nella piscina di Siloe» (che significa: “Mandato”); egli dunque vi andò, si lavò e ritornò che ci vedeva. 8 Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima cieco, dissero: «Non è questi colui che stava seduto a mendicare?». 9 Alcuni dicevano: «È lui». Altri: «Gli assomiglia». Ed egli diceva: «Io sono». 10 Gli dissero dunque: «Come ti sono stati aperti gli occhi?». 11 Egli rispose e disse: «Un uomo, chiamato Gesù, ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ alla piscina di Siloe e lavati”. Ed io vi sono andato, mi sono lavato e ho recuperato la vista». 12 E quelli gli dissero: «Dov’è costui?». Egli rispose: «Non lo so». 13 Allora essi condussero dai farisei colui che prima era stato cieco. 14 Ora era sabato quando Gesù fece del fango e gli aperse gli occhi. 15 Anche i farisei dunque gli domandarono di nuovo come avesse recuperato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16 Allora alcuni farisei dicevano: «Quest’uomo non è da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano: «Come può un uomo peccatore compiere tali segni?». E c’era divisione tra di loro. 17 Chiesero dunque di nuovo al cieco: «E tu, che dici di lui per il fatto che ti ha aperto gli occhi?». Egli disse: «È un profeta!». 18 Ma i Giudei non credettero che lui fosse stato cieco e avesse riacquistato la vista, finché ebbero chiamato i genitori di colui che aveva riacquistato la vista. 19 E chiesero loro: «È questo il vostro figlio che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?». 20 I suoi genitori, rispondendo loro, dissero: «Noi sappiamo che costui è nostro figlio e che è nato cieco, 21 ma come ora ci veda, o chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo; domandatelo a lui; egli è adulto, parlerà lui stesso di sé». 22 Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che se uno avesse riconosciuto Gesù come il Cristo, sarebbe stato espulso dalla sinagoga. 23 Perciò i suoi genitori dissero: «È adulto, chiedetelo a lui». 24 Essi dunque chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio; noi sappiamo che quest’uomo è peccatore». 25 Egli allora rispose e disse: «Se sia peccatore, non lo so; ma una cosa so, che prima ero cieco e ora ci vedo». 26 Gli chiesero di nuovo: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». 27 Egli rispose loro: «Io ve l’ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». 28 Essi perciò l’ingiuriarono e dissero: «Tu sei suo discepolo; ma noi siamo discepoli di Mosè. 29 Noi sappiamo che Dio ha parlato a Mosè; ma quanto a costui non sappiamo da dove venga». 30 Quell’uomo rispose e disse loro: «Ebbene, è molto strano che voi non sappiate da dove venga; eppure egli mi ha aperto gli occhi. 31 Or noi sappiamo che Dio non esaudisce i peccatori, ma se uno è pio verso Dio e fa la sua volontà, egli lo esaudisce. 32 Da che mondo è mondo non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi ad un cieco nato. 33 Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto fare nulla». 34 Essi risposero e gli dissero: «Tu sei nato completamente nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori. 35 Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori e, trovatolo, gli disse: «Credi tu nel Figlio di Dio?». 36 Egli rispose e disse: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37 E Gesù gli disse: «Tu l’hai visto; è proprio colui che ti sta parlando». 38 Allora egli disse: «Io credo, Signore»; e l’adorò.

Cristiani ortodossi in Occidente

Ancora un blog ortodosso? Nelle intenzioni no. Quello che nasce oggi è uno spazio virtuale dedicato al Cristianesimo Ortodosso e soprattutto ai cristiani ortodossi che vivono in Occidente e segnatamente in Italia.

In rete c’è tantissimo materiale sul cristianesimo ortodosso, ancora poco però per il lettore italiano. Questo spazio nasce dunque da un’esigenza ovvero quella di provare a parlare di fede, vita e cultura ortodossa a quanti – ortodossi o meno – vivono in un Paese come l’Italia che non è ortodosso e forse sempre meno cristiano. Cercherà di farlo con semplicità, senza avere la pretesa di sapere tutto o di insegnare qualcosa a qualcuno ma offrendo una testimonianza credente, cercando di raccontare, alla stregua degli emissari del gran principe Vladimir, quella Bellezza che oltre mille anni fa convertì la Rus’ e che ancora oggi continua a toccare i cuori e le menti di uomini in ogni parte della terra.

Avrete notato che questo blog non si chiama Ortodossia ma Cristianesimo Ortodosso. Si tratta di una scelta ben precisa, perché sono intimamente convinto che non si possa essere esclusivamente ortodossi ma soltanto cristiani ortodossi. Non c’è nessuna Ortodossia senza Cristianesimo come nessun Cristianesimo senza Cristo e la Chiesa.

Buona lettura e pregate per me peccatore.